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SAGA
  • TOKYO
  • SAGA

ARTIFACT X VIEW

Dopo esservi iscritti a un corso per creare lavori in cristallo molato Edo-Kiriko, uno degli artigianati tradizionali di Tokyo a Sumida Edo Kiriko-kan, visitate Ookawachiyama, il villaggio famoso per le ceramiche Imari-yaki. Questo viaggio mostrerà entrambi questi affascinanti tipi di artigianato.

Official Tokyo Travel Guide
https://www.gotokyo.org/it/

Local government official website
https://www.saga-tripgenius.com/

I viaggiatori

  • Traveled : November 2017 Joanna Lemanska
    fotografo
    Risiede a Parigi
  • Traveled : November 2017 Noémie Seguin
    giornalista e fotografa
    Risiede a Tokyo
    Paese d'origine: Parigi

Aeroporto di Parigi Charles de Gaulle

ANA216 Come arrivare dal tuo paese

  • Joanna Lemanska

    Il volo ANA che mi ha portato in Giappone è stato ancor più confortevole di quanto immaginassi e già al momento dell'imbarco ho avuto la netta sensazione di trovarmi già in questo paese che, bisogna dirlo, non ha eguali al mondo. Questo anche grazie alla professionalità e cortesia del personale di bordo e ai pasti di marcata personalità giapponese. Ma anche considerevolmente comodo nonostante gli ovvi limiti della classe economica, perché lo spazio a disposizione per le gambe è considerevolmente maggiore della media degli altri aerei internazionali. I sedili sono altresì provvisti di prese USB per la ricarica del cellulare in volo così da averlo già pronto all'arrivo all'aeroporto di Haneda, lo scalo internazionale di Tokyo.

Aeroporto internazionale di Tokyo

Area metropolitana di Tokyo

Primo giorno

TOKYO

Azabu-Jubanmore

Azabu-Juban

Molto popolare tra i turisti stranieri ma anche tra i residenti stranieri a Tokyo, pur essendo molto prossima alla famosa Roppongi conserva una certa atmosfera di quartiere tradizionale. Vi si trova infatti un ottimo mix di negozi moderni e storici che contribuiscono a conferire alla zona l'aspetto ideale per piacevoli passeggiate urbane.

  • Joanna Lemanska

    Poi è stata la volta di Azabu-Juban, quartiere esclusivo ricco di negozietti tradizionali e negozi moderni ed esclusivi, poi caffè e ristorantini assai curiosi. Per questo, nonostante di giorno sia piuttosto tranquillo, di sera è sempre pieno di vita e invita a oziose ma gradevoli passeggiate. È stato un vero peccato che Naiwaya Sohonten fosse chiuso per riposo settimanale quando siamo arrivati noi. È un negozietto specializzato in taiyaki, un dolce a forma di orata farcito di delicata crema di fagiolini rossi molto popolare in Giappone. In zona vi è anche il Juban Inari, un tempio scintoista nascosto tra i vicoli interni che oltre ad essere un ottimo soggetto fotografico è continuamente visitato dai residenti del luogo.

  • Noémie Seguin

    Vivo a Tokyo da circa un anno e mezzo ma vi sono molti posti in cui ancora non ho messo piede. Uno di questi è Azabu Juban, rinomato per i suoi negozi che però quel giorno — era martedì — erano quasi tutti chiusi per riposo settimanale. Ciò nonostante è valsa la pena andarci, se non altro perché vi si trovano diversi negozietti di dolci e ninnoli vari. Se ci si addentra ancor più nel quartiere si giunge al tempio scintoista di Juban Inari che custodisce lo spirito di Takarabune-no-Oyashiro, una tra le più famose delle sette divinità della fortuna Minato Shichifukujin.

Linee metro Namboku o Hanzomon
Fermata Hazabu-juban → Fermata Kiyosumi-shirakawa → Fermata Kinshicho
Circa 26 minuti / 310 yen

Dalluscita della stazione di Kinshicho
Circa 6 minuti

Vetri intagliati Edo Kiriko (presso la Sumida Edo Kiriko Kan)more

DESTINAZIONI RACCOMANDATE

Vetri intagliati Edo Kiriko (presso la Sumida Edo Kiriko Kan)

L'Edo Kiriko Kan, nella circoscrizione di Sumida, Tokyo, è un negozio-laboratorio specializzato nei tradizionali bicchieri di vetro Edo Kiriko.
Certificato dall'amministrazione circoscrizionale, illustra altresì la storia, i processi e gli utensili impiegati nella lavorazione di questi straordinari oggetti di vetro ricorrendo a pannelli e a varie esposizioni. Vende circa 350 modelli, da autentiche opere d'arte di artigiani rinomati a oggetti d'uso quotidiano, più altri oggetti regalo e alcuni particolarmente elaborati che non è possibile trovare altrove.
Nel laboratorio si può assistere da vicino alle varie lavorazioni, ma anche provare a cimentarvisi da sé.

  • Joanna Lemanska

    Prima tappa il museo Sumida Edo Kiriko, specializzato nei famosi vetri kiriko del periodo di Edo e dotato altresì di un laboratorio ove impararne la tecnica. Gli Edo kiriko, nati attorno al 1834, sono oggetti di vetro da tavola, per lo più bicchieri, caratterizzati da delicate decorazioni a intaglio e sono tra gli oggetti artigianali più rappresentativi dell'antica Tokyo. Sono realizzati con una doppia struttura, una esterna con le decorazioni colorate vere e proprie e una interna trasparente. Solitamente ogni pezzo è unico. La lezione pratica è stata un'opportunità eccellente per imparare le tecniche di decorazione su esemplari che sarebbero poi rimasti a noi. Basta seguire attentamente le istruzioni degli artigiani per l'uso della levigatrice per ottenere qualcosa di simile" (si fa per dire) a quello che riescono a creare loro. Risultato: due bicchierini "quasi" perfetti ma comunque per noi molto soddisfacenti da tenere per ricordo."

    Oshiage è la zona di Tokyo in cui sorge la Tokyo Skytree, la torre di telecomunicazioni più alta al mondo. Si era ancora in periodo natalizio e tutto il quartiere trasudava di vitalità. I negozi variamente ubicati ai piedi della torre vendono oggetti ricordo per tutti i gusti e tutte le tasche.

  • Noémie Seguin

    Nel distretto di Sumida, a Tokyo, sorge il museo Sumida Edo Kiriko, un'arte tradizionale di lavorazione del vetro con intagli geometrici derivata dal periodo di Edo (1603-1868). Oltre a visitare il museo abbiamo partecipato a un corso pratico, che si è rivelato molto efficace soprattutto grazie alla pazienza e alla perizia degli artigiani che ci hanno spiegato in ogni dettaglio come ricavare su un bicchiere di vetro i motivi colorati che hanno reso quest'arte così popolare in Giappone. La struttura è a doppio strato di vetro, quello esterno colorato e quello interno completamente trasparente per mostrare le incisioni anche dall'interno. È un lavoro d'alta precisione che richiede la massima attenzione. Beh, il mio esemplare non è riuscito proprio perfetto, ma è pur sempre un pezzo unico e perciò di grande valore affettivo per me. Il corso dura circa un'ora e mezza e costa 4.320 yen. Naturalmente ognuno si porta a casa il risultato del proprio lavoro!

    Il distretto di Oshiage a Tokyo ha acquistato grande popolarità da quando vi hanno innalzato la Tokyo Skytree, la torre di comunicazioni più alta al mondo (ben 634 metri!). Purtroppo quel giorno la cima era avvolta nelle nubi, il che ci ha scoraggiato l'ascesa. In compenso abbiamo speso del tempo al Tokyo Solamachi, il centro commerciale sviluppato attorno alla torre. Particolarmente interessante il quarto piano ove ognuno può trovare qualcosa che fa per sé, dai prodotti alimentari ai bastoncini per mangiare, dai ventagli ai prodotti cosmetici. Tutto insomma, naturalmente anche la carta giapponese (washi).

Linea ferroviaria JR Sobu
Stazione di Kinshicho → Stazione di Akihabara
Circa 7 minuti / 160 yen

Metro della linea Tokyo Metro Hibiya Line
Fermata Akihabara → Fermata Roppongi
Circa 22 minuti / 200 yen

Tokyo City View more

Tokyo City View

Nel cuore della città, Tokyo City View ha una sala panoramica a 250 metri di altezza e un punto di osservazione all'aperto, lo Sky Deck, a ben 270 metri, per offrire sole e brezza ad alta quota". Da lì si ha una vista mozzafiato su tutta la città e i suoi luoghi più famosi, dalla Tokyo Tower alla TOKYO SKYTREE e, condizioni meteorologiche permettendo, si può vedere anche il monte Fuji."

  • Joanna Lemanska

    Al cinquantiduesimo piano del Tokyo City View si può brindare davanti a una delle viste più spettacolari di Tokyo. Certamente vi sono altri grattacieli per vedere la città dall'alto, ma questo è davvero eccezionale e la vista è autenticamente a 360 gradi, da non mancare soprattutto al tramonto per via del gioco di luci che crea sul profilo urbano.

    Fattosi tardi ci siamo portati in zona Roppongi Hills, uno dei più grandi complessi urbani della città, se non del Giappone. Si è subito salutati da Maman", un'imponente scultura di Louise Bourgeois, forse una delle cose più sorprendenti di questo viaggio. È un ragno gigantesco e terrificante insieme, ma non so perché ha anche un qualcosa di rassicurante. E anche qui una tonnellata di scatti prima di spostarci a piedi al Mohri Garden, altra oasi di tranquillità della capitale, un'esplosione di verde rigoglioso dal quale appare maestoso l'altissimo Roppongi Hills situato a breve distanza. Che splendida vista! "

  • Noémie Seguin

    È una sfortuna trovarsi a Tokyo e a causa del maltempo non potersi godere uno degli spettacoli più affascinanti dal cinquantiduesimo piano del Roppongi Hills. Ma nonostante questo il panorama a 360 gradi è pur sempre grandioso, soprattutto se lo contempli da una comoda poltrona al tramonto quando le luci si accendono come per incanto una dopo l'altra. Nei giorni feriali l'osservatorio è aperto sino alle undici di sera e l'ingresso costa 1.800 yen.

    Non si può lasciare questo moderno complesso urbano prima di salutarne il gigantesco ragno che vi vive. Ma niente panico, non è vero. Alto dieci metri e con le uova appresso, è conosciuto come Maman" ed è opera della scultrice francese Louise Bourgeois. Davvero impressionante quando lo si vede da vicino! Nel Roppongi Hills vi sono anche un museo, un centro per lo shopping, svariati ristoranti e il Mohri Garden, uno stupendo giardino giapponese. "

Metro della Tokyo Metro Hibiya Line
Fermata Roppongi → Fermata Hibiya
Circa 8 minuti / 170 yen

Dalla fermata Hibiya
Circa 2 minuti

Hotel Remm Hibiya

Secondo giorno

KYUSHU(SAGA)

Aeroporto internazionale di Tokyo

ANA (ANA Expericence JAPAN Fare) Dettagli

  • Joanna Lemanska

    L'indomani un po' sul presto trasferimento all'aeroporto di Haneda per ricavarci un po' di tempo per lo shopping. Molto caloroso il benvenuto a bordo e ottimo, come sempre, il servizio sul volo nazionale ANA che ci attendeva con un'ampia scelta di drink caldi e freddi. Il volo è stato relativamente breve, ma lungo quanto basta per sfogliare sino all'ultima pagina le varie riviste e rivedere ancora una volta la programmazione nella destinazione successiva: Saga.

  • Noémie Seguin

    La compagnia aerea ANA offre un pacchetto turistico particolarmente interessante: ad esempio, se si acquista il biglietto per un volo da Parigi a Tokyo si ha il diritto ad acquistarne un altro per una destinazione nazionale (sola andata) a soli 87 euro. L'altro vantaggio è che si può viaggiare con bagaglio di 20 chili, normalmente più che sufficiente per trasportare i souvenir acquistati in quella destinazione. Rispetto ad altre linee aeree, inoltre, su questo aereo c'era più spazio per le gambe, il che va certamente bene anche su tratte relativamente brevi come questa. E ora pronti per il nostro favoloso soggiorno di tre giorni a Saga!

Aeroporto di Fukuoka

Linea Chikuhi della metro di Fukuoka
Scendere alla fermata Karatsu
90 minuti / 1.170 yen

Karatsumore

Karatsu

Antica città-castello, in seguito divenne attivo porto minerario. L'omonimo castello ne è ancor oggi il simbolo principale.

Lo sviluppo che conobbe proprio nel settore minerario è ancora testimoniato dall'ex residenza Takatori, magnate del carbone, e dall'ex banca Karatsu. Presso l'esposizione Hikiyama sono visibili i carri allegorici del famoso festival Kunchi di Karatsu.

Famose della zona sono anche le terraglie dall'aspetto un po' rustico chiamate Karatsu-yaki.

  • Joanna Lemanska

    Il primo pranzo in loco l'abbiamo fatto al Genkai, con una curiosa sorpresa dopo l'altra. È situato in un punto un po' appartato, uno di quelli che a prima vista non fanno pensare alla possibile presenza di locali pubblici; l'ingresso ricorda infatti un garage o qualcosa di simile, forse anche un laboratorio! Appena entrati ci si trova tra alcune vasche in cui nuotano svariati pesci e polpi, poi più in là c'è il ristorante vero e proprio che è ancor più sorprendente (per noi ancora poco abituati al Giappone): tutte salettine con pavimento di tatami e al centro un basso tavolino delicatamente decorato. La cucina è perfettamente in armonia con la semplicità e al contempo relativa sontuosità dell'ambiente: sashimi e tempura come non ne avevo mai provati prima!

    La torre di osservazione subacquea di Genkai è un'eccellente opportunità per sentirsi fisicamente vicini a tante creature marine. Si trova a sette metri di profondità nel mare, in un ambiente totalmente naturale e perciò ideale per vedere i pesci nuotare liberi, cioè non nel solito acquario. Francamente non pensavo di riuscire a vederne così tanti e di moltissime specie e dimensioni, persino creature di gran fascino come le stelle marine. Finita la visita alla torre di osservazione ci siamo subito messi in viaggio per Capo Hado ove a piedi abbiamo poi raggiunto la punta più nord-occidentale della grande isola di Kyushu. Che viste anche qui!

    Il pomeriggio l'abbiamo trascorso nell'ex residenza di Koreyoshi Takatori, costruita nel periodo Meiji (1868-1912), ove il grande magnate minerario abitò per lungo tempo. Molto bella ed elegante, si trova a Karatsu ed è un'interessante fusione di architettura orientale ed occidentale. Vista più da vicino rivela molti dettagli di delicate irregolarità ispirate alla natura. Molto singolari e d'incomparabile valore artistico sono inoltre le grandi porte scorrevoli decorate, ma anche molti lavori in stile nouveau. All'interno c'è persino un piccolo teatro Noh, l'unico del Giappone a trovarsi in una residenza privata.

  • Noémie Seguin

    Verso l'ora di pranzo siamo giunte a Karatsu, di fronte all'argine di Genkai, cittadina della provincia di Saga. Questa è stata la nostra prima opportunità di provare la cucina locale, della quale io ho scelto calamari crudi (erano ancora vivi!). Da fuori non si nota, ma subito all'ingresso del ristorante Genkai (ha lo stesso nome della cittadina) vi è una grande vasca contenente proprio calamari che nuotano. Dal pavimento di tatami si gode un'ottima vista sul mare, un luogo ideale per un pranzo all'insegna del relax per famiglie e gruppi di amici. Ancora non riesco a capacitarmene, ma continuo a sentire queste creature sciogliersi in bocca come burro. Dove mai proverò ancora questa sensazione se non in posti giapponesi così?

    Dopo pranzo ci siamo diretti verso Capo Kado. Il luogo ricorda molto la Britannia, almeno per l'atmosfera che emana. Come simbolo dell'ingresso alla baia c'è una grande scultura a forma di cuore che sembra aver trasformato il luogo in una meta per innamorati. La torre di osservazione subacquea di Genkai, situata anch'essa nella baia, è una costruzione veramente singolare. Vi si arriva attraversando un lungo ponte e una stretta scala porta in profondità ove improvvisamente appare il mondo sommerso. Soprattutto in inverno la zona è popolatissima di pesci di tante varietà.

    Di questo viaggio sino ad ora mi è piaciuta di più Karatsu, soprattutto l'ex residenza di Koreyoshi Takatori, il re delle miniere locali, costruita nel 1905 e ora designata bene di grande importanza culturale del Giappone. Il giro completo richiede più di un'ora. Ogni stanza presenta dettagli curiosi e realizzati con gran cura, ma a sorprendere maggiormente per la loro squisitezza sono i suoi dipinti e il giardino giapponese. In effetti l'intera residenza è stata concepita per dare un senso di perfetta integrazione. Cosa molto rara in Giappone, ospita persino un piccolo teatro Noh. Sono disponibili anche visite guidate in lingua inglese.

Karatsu

Terzo giorno

Karatsu

Linea ferroviaria JR Karatsu → Linea ferroviaria JR Chikuhi
Fermata Karatsu → Fermata Imari
50 minuti / 650 yen

Saihi Motor Bus
Stazione di Imari → Okaeachiyama
15 minuti

Okawachiyamamore

DESTINAZIONI RACCOMANDATE

Okawachiyama

Appartenente alla cittadina di Imari, un tempo il villaggio di Okawachiyama era completamente sotto il controllo del clan dei Nabeshima. Su queste colline sorgeva la fornace del clan (hanyo) da cui uscivano i capolavori delle porcellane Iro Nabeshima, Nabeshima Sometsuke e Nabeshima Seiji. Su tre lati il villaggio è circondato da monti, e il caratteristico paesaggio che sembra uscire da un dipinto ricorda effettivamente quello della "Fornace segreta".
A Okawachiyama si trova anche il Parco Nabeshima Hanyo in cui sono stati sapientemente riprodotti l'antica stazione di controllo istituita per tutelare i segreti delle porcellane locali, le svettanti fornaci di Sutra (di pietra, detta Okyo Ishi Kama) e di Kiyohara nonché diverse abitazioni di mastri vasai.

  • Joanna Lemanska

    Se si decide di volare a Saga si dovrebbe abbinare anche una visita a Okawachiyama, villaggio di Imari. Incantevole e circondato da monti lussureggianti, è sempre affollato di visitatori che a piedi ne esplorano ogni angolo alla ricerca dei segreti naturali. In passato era governato dal clan dei Nabeshima e fu costruito con l'unico scopo di produrre porcellane per lo Shogun. Per proteggerne le tecniche segrete tutta l'area era rimasta completamente isolata per secoli interi, ma la sua origine ceramica" è molto evidente, tant'è che anche i ponti recano decorazioni con questo materiale. "

    A Okawachiyama vi sono ancora molti studi ceramici. Noi ne abbiamo visitato uno specializzato nelle ceramiche tradizionali di Nabeshima. È bello e interessante vederne gli artigiani al lavoro, soprattutto quando sono intenti a creare nuove forme pur sempre con le tecniche tradizionali. Un ottimo luogo per gli amanti delle porcellane e per sentire con tutti i sensi la bellezza di un passato che tutt'oggi affascina.

  • Noémie Seguin

    Okawachiyama è un villaggio incantevole annidato sui monti e nato nel diciassettesimo secolo attorno alle ceramiche Nabeshima, che qui venivano prodotte in gran segretezza per farne omaggio allo Shogun o al signore feudale della regione. Oggi è un luogo turistico che richiama molti amanti delle terraglie.

    Tutto il luogo è specializzato in ceramiche e vi lavorano diversi artigiani ognuno con un proprio studio. Noi abbiamo visitato l'Hataman Touen per vederli all'opera, soprattutto decorarle a mano. Lungo la via principale vi sono anche molti negozi in cui è impossibile non riuscire a trovare la ceramica di proprio gradimento.

Per MR Arita
30 minuti / 460

Aritamore

Arita

All'inizio del diciassettesimo secolo ad Arita s'iniziò ad estrarre il caolino, circostanza che diede vita alle prime porcellane giapponesi. A quei tempi risale anche l'Arita Senken, insediamento urbano conosciuto come "le mille case di Arita"; da lì la cittadina fiorì come non mai, dando luogo a uno dei paesaggi urbani poi scelto dal governo giapponese in seno al programma per la tutela di "gruppi di costruzioni tradizionali".
Ma è anche al tempio di Sueyama che si deve l'autentica atmosfera di una cittadina specializzata in ceramiche e terraglie, in particolare grazie al torii (il tradizionale portale d'accesso ai templi scintoisti) e i cani da guardia di porcellana.

  • Joanna Lemanska

    Arita si presenta molto diversa da Okawachiyama. È anch'essa piccola, ma dall'aspetto del tutto unico risultante dalla talvolta curiosa combinazione di architettura tradizionale giapponese e occidentale. Da visitare sono soprattutto i suoi vicoli secondari ove all'improvviso appaiono muri di cinta caratteristici del luogo. Sono realizzati in mattoni refrattari detti tonbai", gli stessi usati per costruire le fornaci. Frapposti si notano anche pezzi di ceramica. Una volta qui non si deve però mancare di visitare il tempio di Sueyama il cui torii (il portale che marca solenne l'accesso ai templi scintoisti) è stato realizzato in porcellana bianca decorata con foglie di un azzurro molto delicato. Dentro vi sono cani da guardia, stagni e lanterne anch'essi di ceramica. "

  • Noémie Seguin

    Arita invece è una cittadina specializzata nelle ceramiche Imari, conosciute per gli eleganti motivi dorati. A Uchiyama si trovano ancora vecchie residenze costruite con i mattoni usati nelle antiche fornaci, e poi il tempio di Sueyama, una costruzione del tutto unica nel panorama dell'architettura religiosa giapponese perché è completamente decorata con ceramiche. Anche il torii, il varco che marca l'ingresso ai templi scintoisti, è realizzato con porcellana. Dopo una visita qui ci si può fermare al laboratorio di porcellane di Arita (Arita Porcelain Lab), famoso per il suo sontuoso stile decorativo.

Linea ferroviaria Sasebo
Stazione di Arita → Stazione di Takep-Onsen
20 minuti / 280 yen

Takeo

Takeo Onsenmore

Takeo Onsen

Secondo la leggenda, circa 1600 anni fa l'imperatrice Jingu tornando dalla Corea conficcò una lancia nel suolo e da lì iniziò a sgorgare un fiotto d'acqua termale. Il grande portale color vermiglio, simbolo di queste terme e rievocativo del castello di Ryugu, è opera dell'architetto Tatsuno Kingo, lo stesso che concepì l'edificio di mattoncini rossi della Stazione Centrale di Tokyo. Le sue acque sono alcaline e trasparenti e sulla pelle lasciano una sensazione vellutata che, si dice, aiuta anche a liberarsi della stanchezza. In varie epoche hanno conosciuto personaggi importanti quali, oltre ai membri del clan dei Saga, Miyamoto Musashi (samurai e ronin) e Philipp Franz von Siebold, celebre medico, botanico ed esploratore.

  • Joanna Lemanska

    L'origine di Takeo Onsen è attribuita a oltre mille e trecento anni fa, ma l'attuale stazione termale è stata costruita solo più di un secolo fa. Mentre una parte è ancora adibita alla sua ovvia funzione, quella più antica è stata trasformata in museo le cui principali attrazioni sono il bagno piastrellato a mosaico e una zona per il relax pavimentata a tatami, anch'essa non più in uso effettivo. Molto interessante anche l'imponente ingresso a due piani disegnato nel 1915 da Tatsuno Kingo, l'architetto giapponese che progettò anche la Stazione di Tokyo. Durante la costruzione del grande portale Tatsuno vi ha scherzosamente incluso alcuni elementi particolari, ad esempio quattro dei segni dello zodiaco cinese che, combinati con gli altri otto riportati sulla Stazione di Tokyo, compongono l'intero gruppo astrologico.

    Il viaggio è quindi proseguito sino al quieto e ammaliante tempio scintoista di Takeo, dietro l'edificio interno del quale vi è una macchia di bambù con uno degli alberi più vecchi del Giappone. Viene fatto risalire a circa tremila anni fa e ricorda un po' la casa sull'albero che appare in un famoso film d'animazione giapponese. A seguire, una passeggiata attorno agli stupendi giardini Mifuneyama che si estendono attorno a Takeo. Situati ai piedi dell'omonimo monte Mifuneyama che alla luce del sole mostra belle macchie rossastre, formano uno spettacolo naturale che sembra non cessare mai.

    Non doveva certo mancare una notte in un vero ryokan, la caratteristica locanda tradizionale giapponese. Immerso in una dolce e riposante atmosfera e naturalmente provvisto di onsen, il suo pezzo forte è la cena tutta a base d'ingredienti locali. Dopo cena, finalmente ci siamo messi in yukata, la tipica vestaglia di cotone leggero che s'indossa dopo il bagno, e ci siamo diretti verso l'onsen situato in uno degli edifici del ryokan (vi sono due vasche, una interna e una esterna). Le acque termali sono di eccellente qualità e il bagno mi ha tolto ogni residuo di stanchezza e rimesso in sesto per l'indomani. Dopo l'onsen una gradita sorpresa: il nostro futon già bell'e pronto sul tatami e a fianco il tè già servito. Dove altro può succedere questo se non in un autentico ryokan?

  • Noémie Seguin

    Questo è il simbolo del Takeo Onsen. L'imponente portale disegnato da Kingo Tastuno, lo stesso architetto che disegnò la Stazione di Tokyo inaugurata nel 1914, reca nascosti quattro dei dodici segni zodiacali. Gli altri sono nella Stazione di Tokyo. E buona fortuna a chi pensa di riuscire a trovarli!

    In questa stazione termale piuttosto originale vi sono diverse altre attrazioni quali un museo dell'onsen e un grande giardino, mentre verso i monti si estende il parco Mifuneyama Rakuen ove in maggio fioriscono le azalee e in autunno si veste di varie tonalità giallo-rosse. Suggerisco una sosta alla casa del tè che si trova nel giardino, e di accompagnarlo con uno spedino dolce di riso, una vera delizia locale. Il tempio scintoista di Takeo e il grande albero di oltre tremila anni sono entrambi protagonisti di questa destinazione.

    Per la notte ci siamo fermate in un ryokan, la tipica locanda tradizionale giapponese, per il tanto desiderato bagno termale prima della cena. Le acque qui sono ricche di diversi minerali ed è particolarmente piacevole l'effetto ammorbidente sulla pelle. Molto bello è soprattutto il bagno all'aperto.

Quarto giorno

Takeo Onsen

Stazione di Takeo Onsen → Stazione di Saga
25 minuti / 1.180 yen

  • Joanna Lemanska

    Il giorno dopo ho voluto provare qualcosa a cui pensavo da tempo: indossare il kimono e così vestita visitare un tempio, in questo caso il tempio di Yutoku Inari. Il kimono l'ho scelto in un negozietto a pochi passi da lì, ma ovviamente mi ha dovuto aiutare la proprietaria perché è piuttosto complicato e richiede del tempo.
    Per me questo tempio è uno dei più belli che abbia mai visto, e so che è anche uno dei più famosi del Giappone. Ottimo posto per fotografie un po' fuori dell'ordinario, dunque! Devo proprio dire che Saga mi ha profondamente soddisfatta e sino all'ultimo ho cercato di cogliere ogni attimo di cui serbare gelosamente il ricordo.

    A Yanagimachi, uno dei distretti di Saga, vi è una stradina che è tutto un susseguirsi di negozi d'artigianato locale che creano prodotti che non avevo mai visto, un'ulteriore conferma del fascino particolare delle piccole città giapponesi. Qui ho fatto il mio primo incontro anche con i tessuti Saga Nishiki, davvero adorabili.

  • Noémie Seguin

    Non è forse una buona idea visitare un tempio vestendo il kimono? Infatti è quello che ho pensato io! I kimono sono molto costosi e complicati da indossare, ma da SARUKU si possono noleggiare con tutti gli accessori di rito come le calze e la borsetta: solo 5.400 yen al giorno. Ce n'è sicuramente uno per tutti i gusti ed è la proprietaria del negozio stessa, molto esperta, ad aiutare a indossarlo. La sensazione sul corpo è di estrema eleganza e passeggiare così per le vie più pittoresche della cittadina è un'esperienza da provare. Anche il maestoso tempio di Yutoku Inari si è rivelato un'occasione eccellente per la mia passione fotografica.

    Yanagimachi è il centro storico di Saga e vanta molti negozi pittoreschi. Raccomando di visitare anche la residenza dell'antica famiglia Hisatomi. Vi sono anche parecchi laboratori artigiani ed è possibile vedere da vicino le loro lavorazioni. Infine, per coronare questo indimenticabile viaggio ho finalmente partecipato a un corso sulla cerimonia del tè per poi sorseggiare un eccellente tè verde (sencha) e i dolcetti tradizionali che solitamente l'accompagnano.

Autobus
Fermata della stazione ferroviaria di Saga → Aeroporto di Saga
35 minuti

Aeroporto di Saga

ANA (ANA Expericence JAPAN Fare) Dettagli

Aeroporto internazionale di Tokyo

  • Joanna Lemanska

    Questo viaggio a Tokyo e a Saga è stato una miniera di sorprese e nuove esperienze. Lo raccomando vivamente agli amanti della cultura, dell'artigianato e della cucina giapponese, che sono veramente unici al mondo. E per me un'altra certezza ci ritornerò!

  • Noémie Seguin

    Per chi sta pensando a un viaggio in Giappone, l'abbinamento di una visita alla grande isola di Kyushu è una decisione molto saggia.
    Se poi si è interessati alle ceramiche tradizionali giapponesi, come me, Saga è addirittura la destinazione perfetta.
    Circondata dal mare e da dolci monti, è una regione fantastica e così ricca di cultura che non può non soddisfare chiunque.
    Per non parlare della cucina e di quegli squisiti calamari di cui ancora sento il gusto in bocca.

LE RACCOMANDAZIONI DI ALTRI VIAGGIATORI

Partiamo per un viaggio all'insegna della scoperta e della sorpresa dei prodotti artigianali giapponesi.
Prima la Tokyo super dinamica e moderna, poi Saga con la sua riposante atmosfera di perenne delicatezza.

Joanna Lemanska
fotografo
Risiede a Parigi
  • Hobby

    fotografia, viaggi, lingue straniere e sci

  • Numero di viaggi in Giappone

    questa è la seconda volta

LE RACCOMANDAZIONI DI ALTRI VIAGGIATORI

A Saga, nella grande isola di Kyushu situata all'estremità occidentale del Giappone, ho trascorso tre giorni completamente immersa nella ricca cultura locale, compresa quella della ceramica artistica. Forse sono stati i luoghi più belli che abbia mai visto, una terra di artigiani che ho potuto osservare all'opera e un'antica residenza giapponese designata bene di grande importanza culturale.

Noémie Seguin
giornalista e fotografa
Risiede a Tokyo
Paese d'origine: Parigi
  • Hobby

    fotografia, kimono, cultura e arte giapponese, shopping

  • Permanenza a Tokyo

    1.5 anni

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