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KUMAMOTO
  • TOKYO
  • KUMAMOTO

WILDNESS & STILLNESS

Dopo una visita al giardino giapponese tradizionale del Rikugi-en, un'autentica oasi naturale in cui spiccano lo stagno centrale e alcune collinette artificiali, in un lampo si può volare a Kyushu, la terza in ordine di grandezza tra le quattro maggiori isole dell'arcipelago giapponese, per vedere il famoso cratere del vulcano di Aso, un'ambientazione straordinaria e dalle mille sfaccettature per testimoniare con i propri occhi la grandiosità e la forza suprema della natura.

Official Tokyo Travel Guide
https://www.gotokyo.org/it/

Local government official website
https://kumanago.jp/en/

I viaggiatori

  • Traveled : October, 2018 Clara Ferrand
    Fotografa professionista, blogger di viaggi e responsabile del blog “wildroad.fr”
    Risiede a Francia
  • Traveled : October, 2018 Samantha Lassaux
    Scrittrice
    Risiede a Tokyo
    Paese d'origine: Francia

Aeroporto di Parigi Charles de Gaulle

JAL046 Come arrivare dal tuo paese

  • Clara Ferrand

    Il comfort dei voli JAL, una delle maggiori compagnie aeree giapponesi, è risaputo. Normalmente io viaggio in economy, e i voli lunghi sono sempre un tormento perché le gambe rimangono quasi intrappolate in quello spazio angusto che accomuna pressoché tutte le compagnie aeree del mondo. Ma con JAL è diverso. Per cena poi ho potuto scegliere tra carne e pollo, e io ho scelto la prima perché apparentemente è stata preparata con una ricetta di un noto chef giapponese. L’arrivo è stato puntualissimo, il che non mi sorprende.

Aeroporto internazionale di Tokyo

Area metropolitana di Tokyo

Primo giorno

TOKYO

Giardini di Rikugienmore

DESTINAZIONI RACCOMANDATE

Giardini di Rikugien

Furono creati da Yanagisawa Yoshiyasu su una proprietà concessagli nel 1695 da Tokugawa Tsunayoshi, il quinto shogun del cosiddetto periodo Edo Bakufu durato dal 1603 al 1867. La loro realizzazione e quella dei sentieri attorno alla collinetta artificiale e allo stagno durarono sette anni. Poiché il terreno faceva parte della regione di Musashino, per riempire lo stagno fu necessario fare affluire l'acqua dal fiume Senkawa.

  • Clara Ferrand

    Sono considerati i più bei giardini di Tokyo. Verso la metà di novembre gli aceri si tingono di colori vividi e anche in primavera richiamano ondate di giapponesi per vedere i ciliegi fioriti. Per questo ci tornerò in primavera, così da poter vedere il quadro completo.

  • Samantha Lassaux

    Sono forse l’espressione artistica più amata dagli appassionati di poesia Waka. Situati nella Tokyo più centrale, la loro proprietà è stata trasferita all’amministrazione nel 1938 e da allora aprono regolarmente al pubblico dalle 9 alle 17. Nei fine settimana vi si organizzano visite guidate gratuite. Al centro si trova uno stagno stupendo attorno al quale si sviluppano vari scorci che sembrano usciti da un dipinto giapponese. Con più tempo a disposizione suggerisco di trascorrere del tempo anche nella casa da tè.

Stazioni JR di Komagome --> Akihabara --> Ryogoku
Circa 20 minuti

  • Clara Ferrand

    Se sapete cos’è il sumo, qui avrete modo di capire la dieta di questi giganteschi lottatori. È un piatto estremamente sostanzioso e nutriente che in quantità enormi essi ingoiano ogni giorno dopo l’allenamento. Alle pareti di questo ristorante perfettamente a tema sono affisse le foto e i calendari con raffigurati i personaggi più famosi o in voga al momento, ma anche tavolette per giochi tradizionali.

  • Samantha Lassaux

    È un ristorante gestito da ex lottatori di sumo e perciò serve il tipico piatto della loro dieta quotidiana, chiamato chanko, un mix di carne, pesce e ortaggi che fornisce un elevato nutrimento a chi, come questi lottatori, deve irrobustirsi e acquistare molta forza.

Museo Hokusai Sumidamore

Museo Hokusai Sumida

Katsushika Hokusai, celebrato artista di fama internazionale, nacque proprio nei pressi della Hokusai Dori, grande via in quella che è oggi la circoscrizione di Sumida della capitale e nella quale spese quasi tutti i suoi novanta anni di vita lasciando al mondo numerosissimi lavori eccellenti.
Oltre a presentare le opere dell'artista, per mezzo di diverse iniziative tematiche che trasmettono il suo rapporto con il territorio il museo organizza esposizioni e attua progetti didattici per tutti.

  • Clara Ferrand

    Si fa notare subito anche da lontano, vero? Disegnato da Sejima Kazuyo, soprattutto nelle belle giornate sulle pareti esterne si riflette magnificamente il cielo. Dentro è interamente dedicato ai lavori di Katsushika Hokusai, grande artista nato proprio nell’attuale distretto di Sumida che all’inizio della carriera sottovalutava molto le proprie capacità, ma che man mano si convinse che poteva aspirare ad essere famoso nel mondo (che a quell’epoca era forse solo il Giappone). Dai suoi lavori, così ben tracciati con linee precise e sottili, la sua fervida immaginazione appare in tutto il suo valore artistico e culturale.

    Innanzi parla della storia di Tokyo, l’antica Edo e che nel museo è raffigurata con miniature in scala naturale che ben descrivono la città tra il diciassettesimo e il diciottesimo secolo. La sua valenza culturale è fuori discussione, non solo per i più giovani che stanno apprendendo ora la storia del proprio paese ma anche per gli adulti e gli appassionati di storia.

  • Samantha Lassaux

    Katsushika Hokusai è l’artista giapponese noto soprattutto per opere quali “La grande onda” e “Il Fuji rosso”, entrambe facenti parte della celebre collezione “Trentasei vedute del Monte Fuji”. Ma dentro questo museo interamente a lui dedicato c’è molto più da scoprire. Si apprendono altresì alcuni dettagli della sua vita, sin quando si spense all’incredibile età (per quei tempi) di ottantotto anni.

    Consiglio di vederlo subito dopo il Museo Hokusai Sumida, perché con le sue ricostruzioni di luoghi storici della vecchia Tokyo (quando si chiamava ancora Edo) fornisce un’immagine realistica di come dovevano essere allora la vita e l’ambiente sociale. Le descrizioni sono anche in lingua inglese.

Linea Toei Oedo Stazione di Ryogoku --> Stazione di Roppongi
Circa 23 minuti

Tokyo City View more

Tokyo City View

Nel cuore della città, Tokyo City View ha una sala panoramica a 250 metri di altezza e un punto di osservazione all'aperto, lo Sky Deck, a ben 270 metri, per offrire sole e brezza ad alta quota". Da lì si ha una vista mozzafiato su tutta la città e i suoi luoghi più famosi, dalla Tokyo Tower alla TOKYO SKYTREE e, condizioni meteorologiche permettendo, si può vedere anche il monte Fuji."

  • Clara Ferrand

    A spingere sin lassù, a duecentocinquanta metri di altezza sopra il livello del mare, è un veloce ascensore e il profilo della città intera, marcato da gruppi più o meno isolati di grattacieli, è ipnotizzante come uno spettacolo avvincente. Dopo si può salire alla Shy Deck, la piattaforma di osservazione all’aperto che mostra sì lo stesso panorama ma senza ostacoli frapposti. A seconda del tempo sono visibili altresì il Monte Fuji, o Fujiyama, la baia di Tokyo e Yokohama.

    Il Mensho Taketora è un ristorante specializzato in ramen, ma rispetto agli altri, che generalmente sono piuttosto piccoli, questo dispone anche di salette private. Il ramen è molto ben preparato e il brodo ha un sapore distintivo.

  • Samantha Lassaux

    Nella popolarissima zona di Roppongi Hills si contano numerosi musei, negozi e ristoranti di alto livello e, nel piazzale principale, persino un ragno gigante. La Tokyo City View si trova in posizione centrale a tutto questo e dai suoi duecentocinquanta metri di altezza sopra il livello del mare offre una vista spettacolare dei distretti della città. Tra questi spicca la Tokyo Tower, con la sua livrea scarlatta che non si stanca di richiamare l’attenzione di chi vi passa accanto.

    Il ramen sta diventando popolare anche in Francia, ma chi è stato in Giappone preferisce ancora quello che si mangia qui, quello autentico. Situato nel cuore del distretto di Roppongi, per antonomasia quello della vita notturna della capitale, Mensho Taketora offre ramen di tutti i tipi, da bollenti a freddi, da piccanti a moderatamente piccanti.

B Hotel

  • Clara Ferrand

    È situato a Roppongi, cioè a soli venti minuti dalle stazioni di Shibuya e Shinjuku. Le camere sono molto comode e arredate all’occidentale, così come occidentale è la colazione, e naturalmente offre un servizio di connessione a internet.

  • Samantha Lassaux

    Benché sia situato a Roppongi, cioè nel cuore della Tokyo che vive sino a tarda ora o non dorme affatto, proprio a due passi dalle vie più trafficate e a solo un minuto a piedi dalla stazione ferroviaria questo hotel fa pensare a notti confortevoli.

Secondo giorno

KYUSHU(KUMAMOTO)

Aeroporto internazionale di Tokyo

JAL (JAL Japan Explorer Pass) Dettagli

  • Clara Ferrand

    Se sarete anche voi così fortunati da riuscire a sedervi sul lato giusto del velivolo, nei giorni di buona visibilità potrete vedere il Monte Fuji e alcune importanti catene montuose. Il giorno del nostro volo eravamo quasi tutti stranieri a bordo, chissà per quale coincidenza, e gli assistenti di volo erano molto premurosi e parlavano un ottimo inglese.

  • Samantha Lassaux

    JAL, una delle compagnie aeree giapponesi e una tra le maggiori al mondo, non mi ha mai deluso: voli puntuali, velivoli super puliti e confortevoli, connessione Wi-Fi (ma non su tutti gli aerei) e assistenti di volo sempre sorridenti e premurosi. Insomma, calore e professionalità ben rappresentativi del concetto giapponese di trasporto pubblico. E con un soraben in borsa — il bentō del cielo se lo si deve tradurre letteralmente — si può giungere a qualsiasi destinazione nazionale già rifocillati e pieni di energie per l’avventura in attesa.

Aeroporto di Aso Kumamotomore

Aeroporto di Aso Kumamoto

È situato venti chilometri a est della città di Kumamoto sull'altopiano di Takayubaru, nella parte occidentale del margine esterno del monte Aso, e interessa ben quattro comuni: Mashiki (circoscrizione di Kamimashiki), Kikuyo (circoscrizione di Kikuchi), Ozu (circoscrizione di Kikuchi) e Nishihara (circoscrizione di Aso). È circondato da poche abitazioni private ma da molte fattorie, campi di golf e boschi naturali. Con il fumante vulcano del monte Aso a est e, a ovest, più lontano, il monte Unzen, si colloca in un magnifico paesaggio naturale.

Aeroporto di Kumamoto → Stazione ferroviaria JR di Aso
Circa 1 ora

Stazione JR di Aso → Fermata Asosan Nishi
Circa 40 minuti

Visita al vulcano Asomore

DESTINAZIONI RACCOMANDATE

Visita al vulcano Aso

È una magnifica caldera che si estende per ben ventiquattro chilometri in direzione nord-sud e diciotto in direzione est-ovest, con un pendio roccioso scosceso di circa quattro chilometri. Dalla sua parte centrale s'innalzano gli "Aso Gogaku" — i cinque picchi del monte Aso (Nekodake, Takadake, Nakadake, Eboshi e Kishima), dei quali è ancora attivo il monte Nakadake, condizione testimoniata dalla continua emissione di fumi e vapori. È anche la caldera più grande al mondo: seicento metri di diametro, centotrenta di profondità e quattro chilometri di circonferenza, una meraviglia "vivente" che non manca mai di entusiasmare sia il semplice turista sia l'esperto di geologia. L'accesso è interdetto nei periodi di particolare attività vulcanica.

  • Clara Ferrand

    È un vulcano dalla classica forma conica che richiama sempre molti visitatori da ogni dove. Ma particolarmente bella e panoramica è la strada che percorrendo questa incredibile conformazione geologica continua dal Monte Aso, un’altra meta molto popolare a Kyushu.

    Il Monte Aso è un vulcano attivo e vanta una delle caldere più grandi al mondo. Noi l’abbiamo visto dall’elicottero e l'effetto è indescrivibile. Il pilota deve manovrare parecchio per salire in quota e superare i boschi, ma una volta lassù la vista è tale che rimane impressa a lungo nella memoria. Quando giunge sopra il cratere poi, il pilota lo fa sbandare un po’ di lato per esporre meglio alla vista l’acqua in ebollizione.

    Questo ristorante è specializzato in akaushi, un tipo di carne wagyu prodotta da vacche allevate liberamente in natura. L’atmosfera dentro è moderna e il locale è sempre affollato anche a pranzo, spesso da famiglie e gruppi di amici. Da lì si gode altresì una bella vista del Monte Aso, ragion per cui i tavoli vicino alle finestre sono sempre i primi ad riempirsi.

    Questa prateria fa anch’essa parte della caldera del Monte Aso. La si può esplorare a piedi oppure in cavallo. Noi l’abbiamo perlustrata per circa mezz’ora a piedi insieme alla guida, che ci ha altresì descritto la trasformazione dell’area a seconda della stagione.

    Benché la sala principale di questo tempio scintoista sia stata completamente distrutta dal sisma del 2016, il resto è ancora visitabile. Soprattutto bello è lo scorcio del torii all’ingresso che inquadrando il vulcano si fa ancor più imponente. Lì vicino suggerisco una sosta al caffè della piccola via commerciale per assaggiare uno squisito bignè di crema.

    Molto accogliente anche se dall’atmosfera marcatamente rétro data soprattutto dai poster appesi alle pareti, questo è però l’ambiente adatto per provare una cucina fatta di tante piccole portate mentre si scambia qualche parola con i vicini.

  • Samantha Lassaux

    Le leggi locali sulla protezione della flora e della fauna proibiscono di scalare questo elegante cono di scorie vulcaniche caratterizzato da una rientranza circolare in cima che lo rende vagamente simile a una tazza di riso capovolta, un soggetto fotografico tra i più ambiti e sempre ben visibile dalla strada che gli passa ai lati.

    L’area vulcanica di Aso fa parte di uno dei geoparchi mondiali protetti dall’UNESCO, così come lo è anche il suo immediato vicino Komezuka. Occupando ben 350 chilometri quadrati, è quella con il maggior numero di vulcani attivi del Giappone. I principali sono il Taka, il Naka, l’Eboshi, il Kishima e il Neko, ma nei periodi di calma sismica suggerisco d’iniziare con il Taka. Noi l’abbiamo visto dall’elicottero e devo dire che la vista del cratere dall’alto, con il velivolo sbandato di circa quarantacinque gradi per farcelo vedere meglio, lascia letteralmente senza parole, quasi in uno stato di concentrazione ipnotica su quella forma regolare e color turchese apparentemente innocua che può però trasformarsi in una trappola mortale per chi si trova nei paraggi nel momento sbagliato.

    Dall’altopiano di Kusasenrigahama, sempre nell’area di Aso e vicino al monte Taka, si ottiene una vista spettacolare e ininterrotta di tutte le formazioni montagnose. Per pranzo ci siamo fermati qui, nei pressi del museo dedicato al geoparco di Aso.

    Su questo altopiano intrappolato tra diversi vulcani attivi, anche dopo ogni eruzione (e se ne verificano molte) la natura sempre rialza la testa continuando il suo corso nella più alta indifferenza e pace assoluta. Per chi non ha problemi a cavalcare, un’esplorazione a cavallo qui offre un’esperienza al limite del surreale, in un silenzio interrotto solo dalle gentili brezze.

    Nonostante la distruzione dell’edificio principale avvenuta durante il sisma del 2016, questo tempio continua ad essere tra i più visitati dalla gente del luogo. È inoltre un po’ atipico tra i templi scintoisti disseminati in Giappone, perché il suo grande torii non si apre direttamente sul tempio bensì sul vulcano da cui prende il nome.

    Nascosto in uno stretto vicolo che a prima vista può ricordare il Giappone dell’immediato dopoguerra, l’izakaya Murakami Shoten offre invece un ambiente vivace tipico dell’atmosfera degli anni Showa (periodo tra il 1926 e il 1945) e un ricco menù a prezzi modici. I clienti sono esclusivamente locali, la TV all’interno mostra in continuazione programmi degli anni ’50 e ’60, le pareti sono rivestite di vecchi e un po’ curiosi poster pubblicitari e la musica è perfettamente intonata. Preparatevi a un improvviso balzo indietro nel tempo, e non ve ne pentirete.

Fermata Aso-san Nishi → Fermata JR Aso Eki-mae
Circa 40 minuti

Fermata JR Aso Eki-mae → Fermata Daikanbo Iriguchi
Circa 40 minuti

Daikanbo
Parapendio per tutti
more

Daikanbo<br>Parapendio per tutti

■ Daikanbo
È una piattaforma panoramica naturale situata su uno dei cinque picchi più alti del bordo esterno settentrionale di Aso, dalla quale essi sono perfettamente visibili a giro d'orizzonte.
■ Parapendio per tutti
Dall'area di partenza di Minamiaso il tramonto tra i monti Yomine ed Eboshi è sempre incantevole, e mentre si volteggia alti nell'aria è altrettanto bella e suggestiva la vista della sottostante valle di Nangodani. Gli istruttori, tutti di grande esperienza, forniscono ogni possibile istruzione per effettuare le discese nella massima sicurezza, soprattutto per i principianti che possono comunque richiedere l'accompagnamento in tandem da uno di questi.

  • Clara Ferrand

    Immaginatevi la nostra sorpresa quando ci hanno finalmente rivelato che una volta giunti sul monte Daikanbo ne saremmo discesi volando! L’istruttore per fortuna parlava inglese, ma sfortunatamente la discesa è durata solo dieci minuti. Il punto di partenza tuttavia è perfetto per gli esordienti.

  • Samantha Lassaux

    Per chi non ha mai fatto questa esperienza, la qualità e la professionalità degli istruttori sono fondamentali, così come l’attenzione alla sicurezza e l’adeguatezza dei materiali. Il decollo in coppia con l’istruttore è certamente la parte più emozionante, soprattutto per il principiante che però viene subito rassicurato da un distacco dolce e stabile dal suolo ma che immediatamente volge automaticamente l’attenzione alla stupenda vista dell’area di Kumamoto. Non appena si tocca nuovamente terra gli assistenti pensano a raccogliere l’attrezzatura e a riportare i clienti in cima al Daikanbo.

5 minuti a piedi

Autobus
Fermata Campmura-iriguchi

Fermata Uchinomaki
Circa 20 minuti

Ryokan Sozankyo

  • Clara Ferrand

    Subito all’ingresso si è accolti da una piacevole aria di familiarità accompagnata da musica jazz sul sottofondo. Alle pareti fanno bella mostra di sé alcuni oggetti e documenti fotografici che illustrano la storia della famiglia che lo gestisce. Dentro, le spaziose camere danno su un bellissimo giardino e a coronare il tutto sono due onsen privati. Naturalmente la cucina è locale, o regionale, della quale a colazione fa parte lo yogurt fatto con il latte proveniente dagli allevamenti sul Monte Aso.

    I konbini — così sono chiamati in Giappone per significare gli onnipresenti “convinience store” — sono una sorta di minimercati dove si vende di tutto, spesso anche del buon cibo. È in uno di questi che abbiamo acquistato il necessario per il nostro picnic nella natura del Monte Aso.

  • Samantha Lassaux

    Molto tradizionale, è gestito da personale molto coscienzioso e devoto innanzi tutto alla soddisfazione degli ospiti. Come in tutti i ryokan che si rispettino, il centro di maggior interesse è l’onsen, che qui è sia pubblico che privato ed entrambi immediatamente disponibili (quello privato richiede comunque la prenotazione prima dell’arrivo).

    Prima di salire sul Daikanbo per un picnic raccomando di acquistare tutto ciò che serve in uno dei mini-mercati del posto, in Giappone familiarmente chiamati konbini per riferirsi agli onnipresenti “convenience store”. Alcuni vendono anche gelati dai sapori più disparati.

Terzo giorno

Ryokan Sozankyo

Escursioni in biciclettamore

Escursioni in bicicletta

Il parco nazionale di Aso Kuju è meglio esplorabile con una mountain bike.

  • Clara Ferrand

    Oltre a meglio godere della splendida natura locale, in quest’area di bassi dislivelli andare in bicicletta è facile e perciò più piacevole. È anche il mezzo migliore per fermarsi ovunque e infilarsi nei veicoli più invitanti per perlustrarli. In uno di questi, ad esempio, passando tra scorci molto pittoreschi, abbiamo trovato un piccolo negozio di oggetti artigianali.

  • Samantha Lassaux

    Uno dei modi migliori e allo stesso tempo divertenti e salutari di visitare Kumamoto è la bicicletta, perché facilita l’esplorazione della natura, dei vicoli più stretti e nascosti e dei numerosi villaggi. Ad esempio si può partire dalla cima del Daikanbo per scendere ininterrottamente e poi proseguire percorrendo lievi pendii adatti a tutti e a tutte le andature. La natura della Kumamoto più rurale è ideale per questo, soprattutto per un picnic nei campi quando il tempo invita a farlo. È così bella e diversificata che si rivolge a tutti, naturalmente anche agli appassionati di sport e agli amanti delle arrampicate, sempre circondati da vedute panoramiche che rivelano il volto più significativo dell’autentico Giappone naturale.

Fermata di Uchinomaki (Kadoman-mae) → Fermata Kurokawa Onsen
Linea Kyushu Odan
1 ora
*È necessario prenotare

Kurokawa Onsenmore

Kurokawa Onsen

La parte più caratteristica oltre che magica della stazione termale Kurokawa Onsen sono gli edifici dei molti ed eleganti ryokan (la tipica locanda tradizionale) lungo il fiume Chikugo, nonché i loro bagni termali all'aperto realizzati con accorgimenti particolarmente ingegnosi. Lo speciale abbonamento "Onsen-hopping Pass" offre la possibilità di provare diversi bagni all'aperto.

  • Clara Ferrand

    I ben trenta ryokan di questa stazione termale la dicono lunga sulla sua popolarità. Abbiamo visto molte famiglie e coppie passeggiare rilassatamente per i numerosi negozi, ed era evidente che un luogo speciale come questo induce proprio al relax.

  • Samantha Lassaux

    Questo sinuoso villaggio si sviluppa su strette vie e ponticelli che attraversando un torrente sembrano rallentare la corsa del tempo. Si vedono molti turisti giapponesi passeggiare nel più completo relax e chiacchierare mentre si aggiustano in continuazione la fascia dello yukata fornito dal ryokan in cui trascorrono la notte. E alla fine di uno di questi vicoli si avverte l’irresistibile desiderio di esplorarne un altro, sempre nuovo e dai nuovi colori e profumi.

Hotel Wakaba

  • Clara Ferrand

    Quella sera avevamo deciso di cenare in hotel. In effetti anche questo è un ryokan e una delle sue cose curiose ma estremamente interessanti è la cucina di carne e pesce preparata direttamente sul braciere incassato nel tavolo. Tutti gli ospiti vestono lo yukata, il che significa che prima, proprio come noi, hanno trascorso almeno un’oretta a mollo nelle acque delle terme; tutto molto tradizionale dunque. Un’altra specialità qui è la carne di cavallo, una prelibatezza che si trova soprattutto nell’isola di Kyushu.

    In questo ryokan ogni camera è provvista di onsen privato, forse la soluzione che molti turisti stranieri preferiscono. Ma è dotato anche di due bagni pubblici per chi non ha problemi a stare insieme a persone sconosciute, oppure è possibile prenotarne uno per un gruppo di amici o per la famiglia intera. La colazione invece è di tipo tapas, cioè alla spagnola, ma preparata con ingredienti giapponesi tradizionali.

  • Samantha Lassaux

    Alcuni tavoli del ristorante sono dotati di tavolo con braciere incorporato per grigliare da sé tutto ciò che il menù offre, ad esempio la famosa carne di vacca bruna di Kumamoto. Ma il menù comprende anche tempura e sashimi, un po’ di tutto per soddisfare tutti i gusti. Poi, dopo una pausa più o meno lunga in camera per facilitare la digestione, è l’ora dell’onsen, magari anche a tarda ora, il vero e più atteso momento della giornata.

    Offre a scelta camere in completo stile giapponese, cioè con tatami e le decorazioni più tipiche dei ryokan tradizionali, e occidentali, provviste comunque di angolo con tatami per bere il tè ma anche di letto. La colazione è rigorosamente giapponese, cioè pesce alla griglia, riso e salmone, tutto cucinato in modo così delicato da deliziare anche i palati più fini.

Quarto giorno

Hotel Wakaba

  • Clara Ferrand

    La via di accesso al tempio che dal vasto bosco di cedri si fonde in una natura incontaminata e magica, poi l’irregolarità dei gradini di pietra che rimasti intatti dall’antichità contribuiscono alla suggestione del luogo, sono la premessa per un sospiro di profonda ammirazione che esce in modo naturale non appena si giunge all’essenza del luogo sacro. Terminata questa sosta che non volevo finisse mai, è stata la volta di una grotta gigante chiamata Ugetoiwa, dalla quale si gode una vista eccellente dall’altro lato della montagna.

    Circondati dalla gente del luogo, comprese diverse famiglie, qui abbiamo pranzato con il miglior ramen che abbia mai provato, accompagnato però da una ciotola di riso con maiale arrostito per esaltare a vicenda i due sapori.

    Prova di kimono: innanzi tutto si scelgono il motivo preferito e i geta, i tradizionali sandali di legno, poi un’assistente esperta aiuta a indossarlo, e lo fa con straordinaria abilità con quelle sue piccole e delicate mani. Dopo è il momento delle foto nel vicino parco Suizenji, quando finalmente ci si può concentrare sulla sensazione che vestire un vero kimono può dare, un’esperienza tutta giapponese mi dicono.

    Per chi viaggia di prima mattina o la sera tardi, il bentō è quello che ci vuole per via della sua grande praticità e capacità nutritiva, tutto in un delizioso vassoietto. Ma per chi vola si chiama soraben, o bentō del cielo. Lo si trova praticamente in tutti gli aeroporti del Giappone e non è infrequente vederlo a bordo sul tavolino dei passeggeri giapponesi.

  • Samantha Lassaux

    Particolarmente noto per la sua atmosfera mistica, questo tempio è immediatamente riconoscibile da file di lanterne di pietra tra gli alti e fitti alberi che accompagnano la stretta scala, anch’essa di pietra ma a gradini irregolari forse data l’età, attraverso la quale si accede alla piccola costruzione arroccata nel verde più incontaminato, una visione maestosa ma allo stesso tempo dal fascino sottomesso e in perfetta armonia con la natura.

    Qui servono il tipo di ramen che piace ai giapponesi: semplice, servito velocemente e naturalmente buono. Non a caso il ristorante è sempre pieno, perché è infatti considerato tra i più popolari di Kumamoto.

    Si può scegliere tra un’ampia varietà di colori e motivi, e una volta superato questo passo iniziale la vestitura e l’acconciatura più adatta proseguono rapidamente. Questo negozio è adiacente all’idilliaco giardino di Suizenji, ideale non solo per farsi fotografare in modo professionale in un ambiente perfetto per questo tipo di esperienza, ma anche per rafforzare nella memoria uno degli aspetti più tradizionali della cultura giapponese.

Fermata Kurokawa Onsen → Aeroporto Aso Kumamoto
Linea Kyushu Odan
Circa 2 ore

Aeroporto di Aso Kumamoto

JAL (JAL Japan Explorer Pass) Dettagli

Aeroporto internazionale di Tokyo

  • Clara Ferrand

    Di questo viaggio ricordo con particolare gioia il sorvolo del Monte Aso con l’elicottero. Tutta Kumamoto è vulcanica e per questo affascinante, e con il giusto tempo a disposizione la prima cosa da fare è esplorare un vulcano sino al cratere. L’intero itinerario si è rivelato adatto per una persona dinamica come me, non solo perché ho fatto ampio uso delle mie risorse fisiche ma anche perché all’attività fisica pura ho potuto abbinare momenti di profondo relax, ad esempio negli onsen dei ryokan e nella stazione termale di Kurokawa. Certo, anche i due giorni vissuti a Tokyo, città che non forme mai, sono stati un’esperienza indimenticabile, ma la possibilità di vedere due lati così diversi dello stesso paese è decisamente il massimo.

  • Samantha Lassaux

    Per chi non l’avesse mai visitata, Tokyo è un nuovo universo tutto da esplorare. Venire in Giappone senza vedere la megalopoli che non dorme mai sarebbe come lasciare seriamente incompiuta un’opera importante. Tokyo è generosa di esperienze di ogni tipo, affascinanti, rilassanti ed elettrizzanti momenti per un’avventura dal fascino innegabile. Ma Kumamoto può essere l’amore a prima vista. Una regione ricca di cose e momenti ineguagliabili — vulcani, sorgenti termali, una delle migliori carni di manzo del Giappone, una natura sempre e instancabilmente rigogliosa e una miriade di altri motivi in rappresentanza di un tipo di Giappone che sorprenderà. Perché a Kumamoto c’è letteralmente di tutto: natura, cucina e soprattutto centinaia di specialità locali, mari e monti, vulcani e onsen... Ma dimenticavo cosa invece manca a Kumamoto: il tempo per visitarla tutta, per scoprirla molto di più!

LE RACCOMANDAZIONI DI ALTRI VIAGGIATORI

È stato un viaggio tutto all’insegna della natura e sempre in compagnia di un certa emozione. Da un lato la vita tecnologica di Tokyo, benché anche qui natura e storia non manchino, anzi, e dall’altro una tipica città meridionale, nella grande isola di Kyushu, una regione che raccomando a tutti di vedere almeno una volta. L’itinerario seguito da noi non è ancora molto battuto, il che è garanzia di una sorta di privilegio che proprio per questo va assaporato istante per istante.

Clara Ferrand
Fotografa professionista, blogger di viaggi e responsabile del blog “wildroad.fr”
Risiede a Francia
  • Hobby

    Viaggiare

  • Numero di viaggi in Giappone

    Questa è la seconda visita in Giappone

LE RACCOMANDAZIONI DI ALTRI VIAGGIATORI

Oltre che della città, Kumamoto è anche il nome della provincia di cui è capoluogo. Si trova nella grande isola meridionale di Kyushu, una destinazione assolutamente da non perdere per chi nutre un profondo interesse per il Giappone. Il motivo, a parte le bellezze naturali, è che sono nate una parte molto significativa della cultura giapponese e alcune tradizioni che ancora vivono nel paese moderno. In abbinamento a Tokyo, Kumamoto contribuisce a fare di questo breve viaggio un’esperienza indimenticabile e soprattutto lontano dalla massa turistica.

Samantha Lassaux
Scrittrice
Risiede a Tokyo
Paese d'origine: Francia
  • Hobby

    Cultura giapponese, scintoismo e cucina kaiseki

  • Permanenza a Tokyo

    Vive in Giappone da nove anni

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