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KUMAMOTO
  • TOKYO
  • KUMAMOTO

WILDNESS & STILLNESS

Dopo una visita al giardino giapponese tradizionale del Rikugi-en, un'autentica oasi naturale in cui spiccano lo stagno centrale e alcune collinette artificiali, in un lampo si può volare a Kyushu, la terza in ordine di grandezza tra le quattro maggiori isole dell'arcipelago giapponese, per vedere il famoso cratere del vulcano di Aso, un'ambientazione straordinaria e dalle mille sfaccettature per testimoniare con i propri occhi la grandiosità e la forza suprema della natura.

Official Tokyo Travel Guide
https://www.gotokyo.org/it/

Local government official website
https://kumamoto.guide/en/

I viaggiatori

  • Traveled : November 2019 Ah-Fa Stephanie
    Giornalista freelance
    Risiede a Francia
  • Traveled : November 2019 Julien Loock
    Giornalista
    Risiede a Tokyo
    Paese d'origine: Francia

Aeroporto di Parigi Charles de Gaulle

JAL Come arrivare dal tuo paese

  • Ah-Fa Stephanie

    Oggi si può viaggiare comodi anche in classe economica con JAL, non solo grazie ai sedili spaziosi e alla qualità dei pasti a bordo ma anche alla professionalità del servizio degli assistenti di volo, al sistema d’intrattenimento dall’ampio schermo e ricco di programmi e film, anche nuovi, e alla disponibilità di una presa USB per ricaricare i vari dispositivi giusto in tempo per l’arrivo a destinazione.

Aeroporto internazionale di Tokyo

Area metropolitana di Tokyo

Primo giorno

TOKYO

Giardini di Rikugienmore

DESTINAZIONI RACCOMANDATE

Giardini di Rikugien

Furono creati da Yanagisawa Yoshiyasu su una proprietà concessagli nel 1695 da Tokugawa Tsunayoshi, il quinto shogun del cosiddetto periodo Edo Bakufu durato dal 1603 al 1867. La loro realizzazione e quella dei sentieri attorno alla collinetta artificiale e allo stagno durarono sette anni. Poiché il terreno faceva parte della regione di Musashino, per riempire lo stagno fu necessario fare affluire l'acqua dal fiume Senkawa.

  • Ah-Fa Stephanie

    Sono una via di mezzo tra un grande giardino e un parco, ma il fatto che si trovino nel cuore di Tokyo accentua la loro bellezza contrastante con la “rumorosa” modernità a due passi da là. Le foglie stavano giusto cambiando colore e il tipico cielo azzurro autunnale conferiva alla vista un aspetto magico e di pace.

  • Julien Loock

    Sono tra i nove giardini storici di Tokyo e perciò da non perdere se si è motivati a vederne uno tipicamente giapponese. Questi sono una vera opera d’arte nel senso più stretto del termine, e sono ancora più belli in autunno quando si trasformano in una tavolozza di colori che mentre contribuisce alla delicatezza estetica del luogo accentua il contrasto con la super modernità a due passi da lì.

Treno (JR)
20 minuti

  • Ah-Fa Stephanie

    Questo ristorante è specializzato in monjayaki, un tipo di pastella giapponese cotta alla piastra o in padella molto popolare nella regione del Kantō. È vagamente simile all’okonomiyaki, ma è fatto con ingredienti finemente tagliati e più morbidi. Mentre finalmente lo mangiavo — era da tempo che desideravo farlo — osservavo con attenzione le molte illustrazioni di lottatori di sumo che coprono le pareti del locale. Alla cottura pensavano i camerieri proprio sotto i miei occhi. Infatti è meglio lasciar fare a loro per evitare di combinare pasticci!

  • Julien Loock

    Spesso sono stato invitato a provare il monja a Tokyo, ma l’opportunità non si è mai concretamente presentata e ora posso finalmente dire che in tutto questo tempo mi sono perso un tassello importante della cucina locale, forse anche perché questo locale è uno di quelli specializzati in questo piatto praticamente sconosciuto al turismo straniero. Le varietà di sapori dono molte e l’atmosfera del locale è molto familiare.

Museo Hokusai Sumidamore

Museo Hokusai Sumida

Katsushika Hokusai, celebrato artista di fama internazionale, nacque proprio nei pressi della Hokusai Dori, grande via in quella che è oggi la circoscrizione di Sumida della capitale e nella quale spese quasi tutti i suoi novanta anni di vita lasciando al mondo numerosissimi lavori eccellenti.
Oltre a presentare le opere dell'artista, per mezzo di diverse iniziative tematiche che trasmettono il suo rapporto con il territorio il museo organizza esposizioni e attua progetti didattici per tutti.

  • Ah-Fa Stephanie

    Dall’architettura unica e moderna e dalle molte esposizioni interattive, nella collezione permanente il museo esibisce le riproduzioni del grande Hokusai nei diversi periodi della sua vita, mentre i grandi schermi tattili fanno meglio comprendere il processo di produzione, chiamato ukyo-e, in modo interattivo e a volte un po’ ameno. Fortunatamente è tutto spiegato anche in inglese.

  • Julien Loock

    Hokusai è stato il più importante artista figurativo della particolare tecnica di stampa giapponese ukiyo-e con blocchi di legno incisi. Nel tempo è divenuto famoso anche all’estero e personalmente sono felice che esista un museo interamente dedicato a lui. Molto efficace è anche l’interattività di alcune esposizioni che in questo spazio moderno e ben concepito permettono di scoprire i segreti di questa tecnica così rappresentativa dell’arte giapponese.

Treno
23 minuti

Tokyo City View more

Tokyo City View

Nel cuore della città, Tokyo City View ha una sala panoramica a 250 metri di altezza e un punto di osservazione all'aperto, lo Sky Deck, a ben 270 metri, per offrire sole e brezza ad alta quota". Da lì si ha una vista mozzafiato su tutta la città e i suoi luoghi più famosi, dalla Tokyo Tower alla TOKYO SKYTREE e, condizioni meteorologiche permettendo, si può vedere anche il monte Fuji."

  • Ah-Fa Stephanie

    Da questa piattaforma panoramica situata al cinquantaduesimo piano della Mori Tower, facente parte del complesso Roppongi Hills, si ottiene una delle migliori viste di Tokyo. Si può anche uscire all’aperto, e soprattutto di notte la città mostra il meglio di sé.

    Se a Tokyo vi volete trattare particolarmente bene, questo è il posto giusto. A parte il servizio e lo spumante che viene offerto all’arrivo, le opzioni sono molte e oltre ad essere di eccellente qualità sono altresì presentate in modo superbo.

  • Julien Loock

    Dall’osservatorio in cima alla Mori Tower si ottiene una delle viste panoramiche più emozionanti di Tokyo. A facilitarla sono le enormi vetrate, che offrendo la visione complessiva della metropoli sino ai minimi dettagli costringono a rimanervi incollati per lungo tempo. Si può anche uscire all’aperto e specialmente di notte l’effetto panoramico è ancora più accentuato.

    L’ambiente particolarmente familiare e intimo fanno di questo ristorante il luogo ideale per coppie o gruppi di amici. Trovandosi a Roppongi poi, cioè nel cuore della città più viva e godereccia, insieme alla qualità della cucina e all'abbondanza delle porzioni è di sicura soddisfazione per chi desidera lasciarsi sottomettersi al fascino di un’autentica metropoli a vocazione internazionale.

Area metropolitana di Tokyo

Secondo giorno

KYUSHU(KUMAMOTO)

Aeroporto internazionale di Tokyo

ANA (ANA Expericence JAPAN Fare) Dettagli

  • Ah-Fa Stephanie

    Dopo la partenza puntuale, due ore gradevoli trascorse in un istante grazie anche al drink omaggio e alla comodità del sedile!

  • Julien Loock

    ANA è una delle migliori linee aeree con cui abbia mai volato. Il servizio è eccellente, la puntualità come ci si aspetta da un’organizzazione giapponese e le procedure di sicurezza e d’imbarco facili e spedite. Anche per la pulizia e la modernità degli equipaggiamenti questo volo per Kumamoto è stato molto confortevole.

Aeroporto di Aso Kumamotomore

Aeroporto di Aso Kumamoto

È situato venti chilometri a est della città di Kumamoto sull'altopiano di Takayubaru, nella parte occidentale del margine esterno del monte Aso, e interessa ben quattro comuni: Mashiki (circoscrizione di Kamimashiki), Kikuyo (circoscrizione di Kikuchi), Ozu (circoscrizione di Kikuchi) e Nishihara (circoscrizione di Aso). È circondato da poche abitazioni private ma da molte fattorie, campi di golf e boschi naturali. Con il fumante vulcano del monte Aso a est e, a ovest, più lontano, il monte Unzen, si colloca in un magnifico paesaggio naturale.

Autobus
80 minuti

Elicottero
7 minuti

Visita al vulcano Asomore

Visita al vulcano Aso

È una magnifica caldera che si estende per ben ventiquattro chilometri in direzione nord-sud e diciotto in direzione est-ovest, con un pendio roccioso scosceso di circa quattro chilometri. Dalla sua parte centrale s'innalzano gli "Aso Gogaku" — i cinque picchi del monte Aso (Nekodake, Takadake, Nakadake, Eboshi e Kishima), dei quali è ancora attivo il monte Nakadake, condizione testimoniata dalla continua emissione di fumi e vapori. È anche la caldera più grande al mondo: seicento metri di diametro, centotrenta di profondità e quattro chilometri di circonferenza, una meraviglia "vivente" che non manca mai di entusiasmare sia il semplice turista sia l'esperto di geologia. L'accesso è interdetto nei periodi di particolare attività vulcanica.

  • Ah-Fa Stephanie

    Non speravo nemmeno di vedere un posto così, e soprattutto in questo modo: sette minuti in elicottero volati in un istante ma vissuti intensamente vedendo dall’alto uno dei più famosi vulcani di Kyushu e il grandioso panorama tutt’attorno. Per fortuna avevamo il tempo dalla nostra parte, ma credo che in un posto così qualsiasi tempo vada bene perché l’atmosfera è veramente unica.

    Un pranzo delizioso in un’atmosfera calda e familiare per il mio primo incontro con la cucina locale e specialità regionale: riso takana con zuppa di miso e dagojiru, un piatto semplice ma sostanzioso, tipicamente contadino, fatto con verdure varie e bocconcini di pasta di grano.

    È interamente dedicato a questo vulcano ma le spiegazioni sono solo in giapponese; si può però usare la guida audio in inglese. Oltre ad apprenderne la storia e a vederlo in attività dal vivo su un grande schermo grazie alle telecamere installate, nell’apposita sala si può assistere a un video di quindici minuti proiettato su cinque schermi con sottotitoli in diverse lingue. Facendo altresì uso di diverse tecnologie avanzate mostra in realtà virtuale la fauna e le praterie circostanti.

    Il Giappone è un tesoro di segreti ben custoditi e questo è un altro esempio: oltre al tempio di Shirakawa Yoshimi, che custodisce lo spirito della divinità scintoista dell’acqua, questa è anche la sorgente del fiume Shirakawa. Sono acque limpide e purissime e ottime da bere. Infatti c’era un gran numero di persone, probabilmente gente del posto, che riempiva grosse taniche dalla fontana. Con alcuni di loro ho anche avuto qualche simpatico interscambio.

  • Julien Loock

    Quando mi avevano parlato della visita al monte Aso, uno dei più celebri vulcani di Kyushu, non pensavo che comprendesse anche il suo sorvolo in elicottero. Saranno anche stati solo sette minuti, ma ognuno l’ho vissuto intensamente e senza battere ciglio. Il pilota era molto amichevole ed evidentemente esperto visto il modo in cui manovrava il mezzo, e la vista del cratere fumante dall’alto è stata un’esperienza entusiasmante.

    Quando viaggio in Giappone dò sempre la preferenza ai ristoranti frequentati dalla gente del posto, così come in effetti andrebbe fatto in qualsiasi altro paese. Qui infatti ero praticamente circondato da famiglie intere e — sembra — da clienti affezionati, e forse proprio questo contribuiva all’atmosfera di familiarità che si respirava. Così è stata una nuova occasione per scoprire gusti locali nuovi.

    La geologia vulcanica del luogo è molto complessa e questo museo aiuta a capirla piuttosto bene. Le spiegazioni sono infatti molto chiare e la guida vocale in quattro lingue molto efficace.

    Essendo autunno inoltrato il paesaggio variopinto del luogo aveva acquistato un’aura magica. Il tempio e la sorgente d’acqua così ben incastonati nella ricca e vibrante natura formano un quadro di pace e di tipica esoticità giapponese. L’acqua di fonte è squisita e berla direttamente all’origine è qualcosa a cui non ero abituato, ma ho molto apprezzato.

Autobus
15 minuti

Navetta dell’hotel (è necesario prenotare)
30 minuti

HOTEL GREENPIA MINAMIASO

  • Ah-Fa Stephanie

    Prima della cena, che non vedevo l’ora arrivasse, mi sono concessa un bagno nell’onsen esterno, poi qualche momento di relax in camera di fronte al bellissimo ambiente naturale subito fuori. Anche la cena a buffet è stata ottima e ricca di scelte stuzzicanti e soprattutto di bevande a piacere, cioè senza limite di consumo.

    La mia camera era molto spaziosa: ben tre letti e persino una saletta molto confortevole, ma la caratteristica più speciale era l’onsen privato interno. Non che non mi piaccia fare il bagno nell’area comune degli onsen giapponesi, anzi, ma a volte farlo in completa privacy regala un momento speciale d’intimità con se stessi.

  • Julien Loock

    A me piace particolarmente mangiare a buffet, perché è più informale e per questo mi fa sentire più libero. A parte il vasto menù delle bevande è anche possibile provare la carne di manzo akaushi — uno dei molti tipi di wagyu — e farsela grigliare. Le porzioni sono abbondanti e l’atmosfera del luogo particolarmente calda e confortevole, e ancora una volta ho notato il numero elevato di famiglie intere trascorrere insieme momenti di piacere.

    La notte in zona monte Aso l’ho trascorsa in questa sorta di rifugio situato dirimpetto al vulcano. Dalla finestra della camera godevo perciò di una bella vista, e così pure dall’onsen, che hanno reso questa sosta riposante e rivitalizzante sotto ogni aspetto. A parte il bagno termale, la poltrona massaggio e altri tipici servizi per il turista, ho trovato molto comodo il letto.

Terzo giorno

HOTEL GREENPIA MINAMIASO

  • Ah-Fa Stephanie

    Bellissimo questo tempio scintoista. Si trova ai piedi del monte in cui è situata la bella Takamori-machi, sempre nell’area di Aso. La via di accesso al tempio è decorata con graziose lanterne che danno ancor più intensità all’aura del luogo, mentre il sentiero che permette di accedere alla sua parte posteriore è ricco di stupende viste dall’alto dei boschi circostanti che emanano un’aria pura e tonificante. Quel giorno pioveva un po’, ma la pioggerella non faceva che aggiungere un certo senso mistico alla bellezza e alla sacralità di un posto così speciale. Vivamente consigliato!

    In questo locale caratterizzato da un’autentica atmosfera tradizionale i pasti sono serviti all’irori, il tipico focolare incassato nel pavimento (a volte anche in grandi tavoli), che a giudicare dall’aspetto doveva essere stato usato da generazioni. Ma era bellissimo e ciò che riuscivano a preparare in quel modo era veramente squisito. In quell’occasione ho provato nuovi sapori — ecco il valore di un viaggio così diversificato — e tra questi una salsa di miso dal sapore molto intenso. Il proprietario, che è anche il cuoco e parla un inglese decente, alla fine mi ha mostrato come si rassetta e pulisce la grande cassa di latta dell’irori che contiene la cenere. Questo è il tipico ristorante tradizionale in cui qualsiasi turista straniero si sentirebbe trattato in modo speciale, lo garantisco.

  • Julien Loock

    Guardate questo tempio. Non è magnifico? Si trova in un bosco rigoglioso e la splendida via alberata di avvicinamento concede diversi istanti di magico stupore. Un po’ più sopra c’è un punto di quelli che i giapponesi chiamano “power spot”, cioè pregni di una particolare forza spirituale, e da là si ottiene una splendida vista del tempio e della valle circostante. Questo è un tipico esempio di patrimonio tangibile del Giappone.

    “Eccezionale” è stata la prima parola che mi è uscita spontaneamente appena entrato in questo ristorante. Un po’ per la sua bellezza architettonica tradizionale ottenuta con una sapiente combinazione di strutture lignee e tatami il cui effetto immediato è trasportare all’istante in un mondo passato, e un po’, poco dopo, per il dengaku, la specialità del luogo cotta lentamente su carbone di legna. Una festa per il palato e per gli occhi, nonché per lo spirito dato l’eccellente servizio della famiglia che lo gestisce. A Kumamoto è un altro esempio di cucina locale associata al senso dell’ospitalità che in queste parti del Giappone è particolarmente spiccato.

Taxi
35 minuti

Autobus
75 minuti

Escursioni in biciclettamore

Escursioni in bicicletta

Il parco nazionale di Aso Kuju è meglio esplorabile con una mountain bike.

  • Ah-Fa Stephanie

    Sotto tutti i punti di vista questa è stata una biciclettata indimenticabile. Si svolge lungo un sentiero di montagna piuttosto facile interrotto ogni tanto da piazzole panoramiche in cui ci si vorrebbe fermare più a lungo.

  • Julien Loock

    Per esplorare i dintorni del monte Aso non c’è nulla di meglio della bicicletta. Il personale è molto professionale e cordiale e le biciclette sono in perfetto stato di efficienza per rendere l’esperienza sicura e al contempo divertente. Abbiamo pedalato diversi chilometri per giungere a Kurokawa Onsen attraversando paesaggi da favola e graziosi villaggi e passando accanto ad alcune cascate, poi finalmente il meritato percorso in discesa senza fretta per completare l’esplorazione ma questa volta all’insegna del puro divertimento.

Kurokawa Onsenmore

Kurokawa Onsen

La parte più caratteristica oltre che magica della stazione termale Kurokawa Onsen sono gli edifici dei molti ed eleganti ryokan (la tipica locanda tradizionale) lungo il fiume Chikugo, nonché i loro bagni termali all'aperto realizzati con accorgimenti particolarmente ingegnosi. Lo speciale abbonamento "Onsen-hopping Pass" offre la possibilità di provare diversi bagni all'aperto.

  • Ah-Fa Stephanie

    Ancora una volta qui ho ringraziato di trovarmi in Giappone proprio nel periodo autunnale. Questa graziosa cittadina termale è solcata da viuzze tradizionali piene di fascino e di gente che vi si riversa dopo il bagno indossando il tradizionale yukata, il leggero e comodo indumento di cotone che si usa per lo più in estate. L’atmosfera ovunque è rilassante e vacanziera.

  • Julien Loock

    È un villaggio termale che ha del magico. Si trova tra i monti ed è circondato da boschi secolari e diverse sorgenti termali, un costante sfondo idilliaco che invita a indossare lo yukata e a passeggiare senza fretta tra le viuzze curiosando ogni tanto nei negozietti di souvenir e di prodotti locali. Insomma, è un richiamo molto forte soprattutto per chi ama l’onsen, di cui l’intera isola di Kyushu è ricca, nonché il fascino del Giappone più tradizionale.

Cena al ryokan Fumoto

  • Ah-Fa Stephanie

    Specializzato in cucina kaiseki (una moltitudine di piatti piccoli e diversi), qui ho mangiato per la prima volta sashimi di cavallo (buonissimo!) e carne bovina locale alla piastra. Tutto è andato giù molto bene con tanta birra locale, che a Kyushu vanta numerose qualità, ma già non vedevo l’ora della colazione l’indomani. La prima colazione tradizionale in Giappone è molto diversa da quella tipicamente occidentale ma mi entusiasma sempre perché gli ingredienti variano con la regione.

    Anche la camera di questo ryokan era molto spaziosa e addirittura vi era una poltrona massaggio. A differenza della precedente non aveva l’onsen interno, così ho potuto provare quello pubblico che però mette a disposizione diverse vasche. Qui ho dormito sul futon, che era molto comodo, avvolta nello yukata che in ogni camera è a scelta tra diversi design.

  • Julien Loock

    Accompagnati da buona birra locale, i piatti già di per sé buoni di questo ryokan hanno concluso una giornata molto soddisfacente dal punto di vista dell’esplorazione turistica. Per un’“esperienza ryokan” più completa è d’obbligo mangiare sedendo sul tatami e indossando lo yukata, cioè dopo l’onsen come fanno i giapponesi (certamente lo si può fare anche dopo, ma sazi come si diventa dopo un pasto così magari non se ne ha molta voglia). Tra i vari piatti ho gradito particolarmente la wagyu, che era divina, poi lo sashimi di carne di cavallo, di cui non avevo mai sentito parlare ma che mi ha entusiasmato.

    Di ryokan ne ho visti parecchi in Giappone, ma questo li supera tutti. Non solo la costruzione in sé che è molto bella e dall’atmosfera calda e familiare, ma anche per via della spaziosità della camera e la dotazione di una poltrona massaggi che dopo una giornata in movimento aiuta a risistemare a dovere il corpo e a rilassare le membra. Poi anche il futon, comodo e profumato. Ma come in tutti i ryokan che si rispettino, la parte del leone la fa l’onsen, che qui è a scelta tra pubblico e privato (o entrambi se si vuole). Ognuno ha il suo lato preferibile, ad esempio lo spettacolo della natura per il primo e la privacy per il secondo, che solitamente viene più apprezzato dalle coppie e dalle famiglie in cerca d’intimità.

Quarto giorno

Cena al ryokan Fumoto

Autobus
160 minuti

10 minuti a piedi

Castello di Kumamotomore

Castello di Kumamoto

Costruito nel 1601 e terminato dopo sette anni, è uno dei tre principali castelli del Giappone. È altresì noto come Ginnanjo, o castello di Ginkgo. È una costruzione veramente grandiosa di circa 980 mila m2 e nel comprensorio di ben 5.3 chilometri di circonferenza (secondo la costruzione iniziale) si ergono tre torri, quarantanove torrette, diciotto varchi di accesso a dette torrette e 29 varchi al castello vero e proprio. Con le mura di pietra di Ishigaki anche la struttura è unica nel suo genere, mentre la bella e sinuosa forma architettonica riflette l'andamento naturale del terreno sui cui si erge. Secondo Katsu Kaishu, ingegnere navale e statista giapponese, «non vi è castello più bello di questo» per altezza e solennità.
Durante la rivolta di Satsuma avvenuta nel 1877 per opera di ex samurai locali per protestare contro la modernizzazione del paese avviata dal governo Meiji, il castello resistette per cinquanta giorni all'attacco dell'esercito regolare comandato da Saigo Takamori, ma un improvviso incendio scoppiato proprio prima dell'attacco finale lo distrusse quasi completamente, lasciando solo dodici torri compresa quella di Uto. L'attuale torre è stata ricostruita nel 1960 dalla città di Kumamoto per commemorare i trecento cinquanta anni di Kato Kiyomasa, il daimyo di allora, e il settantesimo della nuova municipalità. A parte il ruolo che ebbe nella storia giapponese, il castello è molto famoso in tutto il paese per i seicento splendidi ciliegi tipo Yamazakura, Higo e Yoshino che ogni anno in primavera (dalla fine di marzo agli inizi di aprile) richiamano ben centomila persone. Il parco è aperto anche di notte e il castello è illuminato. L'Honmaru Goten, il palazzo interno il cui restauro è stato completato nel 2008, contribuisce notevolmente al fascino di questo nostalgico luogo.

  • Ah-Fa Stephanie

    È ancora in fase di ricostruzione dopo il forte terremoto che l’ha colpito diversi anni fa, per cui non tutte le aree interne sono accessibili, ma grazie anche a un evento speciale programmato per quel giorno la visita è stata molto interessante. Anche se solo dall’esterno è possibile vedere il torrione da vicino, che è decisamente imponente.

    Buffet senza limite misto giapponese e occidentale, offre diverse specialità di Kumamoto come il ramen, le radici di loto con senape, riso con takana, un tipo di verdura che non avevo mai visto, e varie cosette fritte. Ottima e abbondante anche la scelta di dessert.

    È un’arte tradizionale di Kumamoto e questo laboratorio è particolarmente famoso per la qualità delle sue incisioni. Ho potuto imparare la tecnica del “damaschino”, che consiste nell’incorporare oro o argento in una base di metallo. Per premiare la nostra audacia abbiamo ricevuto in regalo il ciondolo raffigurante Kumamon, la mascotte ufficiale di Kumamoto.

  • Julien Loock

    Non vedevo l’ora di constatare con i miei occhi l’avanzamento della sua ricostruzione dopo il sisma del 2016. Infatti, solo vedendolo di persona mi sono reso conto della gravità dei danni cha ha subito, ma i lavori sembrano procedere bene anche se... ci vorranno altri quindici anni per riportarlo allo splendore di prima! È incredibile, ma incoraggiante, vedere quanto i giapponesi tengono al loro patrimonio storico e culturale e questo mi riporta alla mente varie situazioni da cui è emerso sempre più forte il loro spirito di ricostruzione. È un popolo veramente di carattere, e anche in situazioni così è molto unito.

    Anche qui pranzo a buffet, come piace a me. È del tipo “mangia quanto vuoi a prezzo fisso”, come si usa spesso in Giappone, e offre un’ampia varietà di pietanze giapponesi e internazionali.

    Gli intarsi di Higo su metallo sono una delle specialità tradizionali di Kumamoto. Ho provato anch’io a cimentarmi nel negozio-laboratorio ricavato in questa antica casa giapponese, la cui atmosfera calda e invitante alla nuova esperienza aiuta ad avvicinarsi con maggior fiducia a questa difficile ma appassionante arte. L’istruttore è molto bravo e tiene molto a trasmetterne i rudimenti, e grazie alla sua guida attenta ho ottenuto un risultato insperato.

10 minuti a piedi

Autobus dell’aeroporto
60 minuti

Aeroporto di Aso Kumamoto

  • Ah-Fa Stephanie

    Naturalmente li avevo già visti, perché in Giappone sono praticamente ovunque: parlo dei bentō, i pasti fissi pre-confezionati che anche l’aeroporto di Kumamoto offre con varie scelte. Questa è stata dunque la mia cena anche se in effetti non erano trascorse molte ore dal pranzo, e siccome il volo si stava avvinando anziché cenare in uno dei ristoranti ho preferito portarmi a bordo il mio bel vassoietto.

  • Julien Loock

    Benché piccolo, l’aeroporto di Kumamoto offre alcuni ristoranti per chi ha tempo durante l’attesa oppure un’ampia scelta di bento, eventualmente da consumare a bordo.

JAL (JAL Japan Explorer Pass) Dettagli

Aeroporto internazionale di Tokyo

  • Ah-Fa Stephanie

    Rivedendo le foto di questo viaggio e ricordando i sapori della cucina di Kumamoto mi sono ulteriormente convinta di essere stata fortunata. Ero già stata sia a Tokyo che a Kumamoto, ma questa volta è stata una vera concentrazione di novità ed esperienze nuove. Ad esempio il sorvolo in elicottero del monte Aso e l’escursione in bicicletta, ma anche il villaggio termale di Kurokawa e i suoi incantevoli vicoli. Certo, quando si visita un altro paese la cucina locale contribuisce enormemente a farcelo piacere (o meno), ma qui si è trattato di qualcosa di ben maggiore per via dell’esperienza culturale che in Giappone non è mai disgiunta da quella pratica. Voto massimo anche per i ryokan in cui ho dormito e l’eccellenza del servizio ricevuto. Per questo — e per altre cose ancora — credo fermamente che serberò un ricordo indelebile. Grazie ancora Giappone!

  • Julien Loock

    Non ho potuto che apprezzare l’attenta e intelligente organizzazione di questo viaggio.
    A Tokyo, che pur conosco bene, ho visto e fatto cose a cui non avrei pensato se non avessi avuto questa opportunità di allontanarmi un po’ dai sentieri più ordinari. Ad esempio i giardini Rikugi-en, che ancora mi domando perché non sono normalmente inclusi nei giri turistici in città data la loro straordinaria bellezza, soprattutto in autunno. Poi Ryogoku, il quartiere del sumo che emana tutto il sapore della Tokyo più culturale e nostalgica, certamente uno degli angoli più quieti della città, e non distante da là il bellissimo museo Hokusai Sumida dedicato a uno degli artisti giapponesi più acclamati. Oppure ancora la mia prima esperienza di monjayaki, che forse non piacerà a tutti gli stranieri dato l’aspetto e il sapore un po’ inusitato ma certamente gradevole (almeno per me).
    Quindi, a solo un paio d’ore d’aereo, la bella Kumamoto, dove lo stile di vita è più rilassato e il tempo a disposizione per gustare la cucina locale molto più generoso. Tutta l’area di Kumamoto trabocca di risorse di grande valore turistico e il villaggio termale di Kurokawa Onsen ne è un tipico esempio. La cucina è molto importante quando si viaggia e in questa dolce terra di Kyushu le belle sorprese non mancano mai. Cento e lode agli organizzatori!

LE RACCOMANDAZIONI DI ALTRI VIAGGIATORI

Questo mio nuovo viaggio in Giappone è stato particolarmente interessante perché a Tokyo mi ha fatto conoscere cose nuove, probabilmente anche per la maggior parte degli altri turisti. Ad esempio non ero mai stata nel distretto di Ryogoku, la zona del sumo, ove si respira ancor oggi un’atmosfera profondamente tradizionale e ancora saldamente radicata negli abitanti della zona. C’è anche il museo del sumo, che non fa che accrescere questa sensazione. Poi non ero mai salita sulla cima della Mori Tower, da cui la vista a trecentosessanta gradi della città è incomparabile. Quasi dall’altra parte del paese si è invece facilmente sedotti dagli spettacoli più magici della natura, e il monte Aso è sicuramente tra questi. Non ero nuova nemmeno all’onsen naturalmente, ma trovandomi da queste parti in autunno ho scoperto un altro volto di questa affascinante cultura giapponese. Una notte in uno splendido villaggio termale e una varietà di specialità culinarie locali mi hanno fatto venir la voglia di ritornarci presto.

Ah-Fa Stephanie
Giornalista freelance
Risiede a Francia
  • Hobby

    Viaggi, film d’animazione e manga

  • Numero di viaggi in Giappone

    Sette volte

LE RACCOMANDAZIONI DI ALTRI VIAGGIATORI

Questo itinerario turistico è stato per me un mix eccezionale di cultura, gastronomia, natura e patrimonio tangibile e intangibile. Solo visitando luoghi molto diversi del Giappone si può avere un’idea abbastanza chiara dello stile di vita di un popolo come questo che è sparso su un numero elevatissimo di isole dai tratti culturali a volte unici. Soprattutto la cucina, direi (questo era il mio scopo primario del viaggio), che, ad esempio, a Kumamoto è piuttosto originale e frequentemente dissimile da quella che tutti più o meno conoscono. Occorre anche dire che quando si fa del turismo tutto si fa ancor più interessante se all’osservazione passiva si aggiunge qualcosa di pratico, che in questo viaggio sono stati l’esplorazione in elicottero del monte Aso, un lungo tratto in bicicletta e i bagni termali di Kurokawa Onsen.

Julien Loock
Giornalista
Risiede a Tokyo
Paese d'origine: Francia
  • Hobby

    Cultura e cucina

  • Permanenza a Tokyo

    Tre anni

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