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OITA
  • TOKYO
  • OITA

EXPERIENCE THE QUINTESSENTIAL

Dopo la magia della cucina giapponese alla Kappabashi Kitchenware Town e il breve corso sul sushi fai da te, voliamo a Oita per conoscere altri aspetti della tradizione del paese. Questo è un viaggio che offre l’essenza del vero Giappone, dalla pace del tempio di Usa ove il tempo sembra essersi fermato alle delizie delle sue stazioni termali.

Official Tokyo Travel Guide
https://www.gotokyo.org/it/

Local government official website
https://www.discover-oita.com/

I viaggiatori

  • Traveled : January 2017 Elle Croft
    blogger di viaggi per Travel Hack
    Risiede a Regno Unito
  • Traveled : January 2017 Rob Gilhooly
    autore freelance e fotografo
    Risiede a Tokyo
    Paese d'origine: Regno Unito

Aeroporto di Londra-Heathrow

JAL044 Come arrivare dal tuo paese

  • Elle Croft

    <Volo>
    Il volo con Japan Airlines è stato molto confortevole. A parte l'ampio spazio per le gambe nonostante abbia volato in economy, ho trovato molto utile la presa per ricarica USB e particolarmente apprezzabile il grande schermo davanti a me. Ottimi anche i pasti - soprattutto le scelte disponibili - e molto gentile e premuroso il personale di bordo.

Aeroporto internazionale di Tokyo

Area metropolitana di Tokyo

Primo giorno

TOKYO

Kappabashi Dougu Streetmore

Kappabashi Dougu Street

La Kappabashi Dougu Street è una centenaria via commerciale situata nella zona centrale più tradizionale di Tokyo, più esattamente tra Asakusa e Ueno. Lunga ottocento metri in direzione nord-sud, vi si trovano ben cento settanta negozi specializzati in utensili da cucina e lacche giapponesi, occidentali e cinesi, dolci giapponesi e occidentali, macchine per il pane, attrezzature da cucina e un'infinità di attrezzi, ingredienti e materiali da confezione. È la famosa via dei negozi specializzati in utensili da cucina professionali ma acquistabili anche dal pubblico normale. Tra i visitatori stranieri sono particolarmente popolari i coltelli giapponesi e le riproduzioni in plastica di piatti tipici.

  • Elle Croft

    <La kitchenware town di Kappabashi>
    È una zona commerciale di Tokyo specializzata in utensili da cucina e per questo molto nota anche tra chi è solo interessato ad approfondire la conoscenza della tradizione culinaria giapponese. In effetti è una lunga strada, un susseguirsi pressoché ininterrotto di negozi che un tempo vendevano all'ingrosso e la cui mascotte è sempre la kappa, una creatura leggendaria del folclore giapponese. Pur ora rivolgendosi anche al normale pubblico, sono sempre una meta di riferimento per ristoratori, chef e professionisti del settore alimentare che qui trovano di tutto, dai coltelli d'alta qualità al pentolame e alla stoviglieria, tutto a prezzi ragionevoli. Oggi è però sempre più presente nei programmi di visita dei turisti d'oltre mare, che oltre ad essere attratti da così tanti utensili praticamente sconosciuti nel proprio paese vengono sin qui anche per vedere come nascono le tipiche riproduzioni in materiale sintetico di piatti e pietanze che tutt'ora molti ristoranti espongono all'esterno per allettare i clienti.

  • Rob Gilhooly

    <La kitchenware town di Kappabashi>
    Lunga circa ottocento metri, la cosiddetta "kitchenware town" di Kappabashi, quartiere di Tokyo molto noto ai professionisti della ristorazione, è un susseguirsi di negozi specializzati in utensili da cucina di tutti i tipi, dai coltelli artigianali alle teiere di ghisa, dalle terrecotte ai bollitori di riso giganti. Tra questi, alcuni sono specializzati nella realizzazione di riproduzioni incredibilmente realistiche di piatti come se ne vedono dappertutto in Giappone nelle vetrine esterne di molti ristoranti. Benché, come detto, questa sia prevalentemente la meta dei professionisti del settore alimentare, recentemente il luogo sta acquisendo grande popolarità anche presso i turisti stranieri incuriositi dalla grande varietà di utensili in vendita.

Tokyo Metro Ginza Line
Tawaramachi → Ginza
Tokyo Metro Hibiya Line
Ginza → Roppongi
24 minuti

Imparare a fare il sushi (Hassan)more

DESTINAZIONI RACCOMANDATE

Imparare a fare il sushi (Hassan)

Per conoscere, fare da sé e pranzare a sushi! In particolare:
1. Indossare la tradizionale uniforme di chi fa sushi
2. Apprendere con immagini la storia del sushi
3. Osservare come si taglia il pesce da sushi
4. Imparare a preparare da sé il sushi in rotolo e l'onigiri di sushi
5. Deliziarsi con il sushi e uno stufato di carne di manzo speciale
6. Ricevere il sushi experience certificate

Hassan è un ristorante specializzato in shabu-shabu (cottura contemporanea di sottili carne e vegetali solitamente serviti con salse varie) e sushi, e a seconda della fame si può scegliere il buffet senza limite o scegliere dal menù. La raffinatezza di questo locale tipicamente giapponese non ha eguali ed è frequentato da una vasta gamma di clienti.

  • Elle Croft

    <Sushi fai da te>
    Questa per me è stata una delle esperienze più salienti della giornata a Tokyo. Oltre al ristorante in sé, bello e autenticamente tradizionale, ho finalmente realizzato il mio sogno di farmi il sushi da me (impresa molto più difficile di quanto si pensi quando lo si vede fare dai professionisti!), ma la soddisfazione più grande è che mi sono portata a casa un bel certificato che prova che anch'io ora sono una professionista del sushi... Insomma, il pesce era eccellente e freschissimo, ma non mi sono fermata qui. Infatti ho provato anche altri piatti tradizionali tra cui il sukiyaki, un piatto solitamente invernale a base di manzo, tofu e una sorta di spaghetti di konnyaku, il tutto cotto in una bassa pentola di ferro: squisito!

  • Rob Gilhooly

    <Sushi fai da te>
    A Tokyo il distretto di Roppongi è sinonimo di vita notturna, ma vi si trovano altresì alcuni tra i migliori ristoranti della città. E quando in Giappone si parla di mangiare, il sushi è tra le prime cose a cui si pensa. Ma in questo caso non si tratta tanto di mangiarlo, quanto d'imparare a farlo. A Tokyo sono diversi i locali che permettono di fare questa esperienza, oltre tutto di gran divertimento per i turisti che indossano volentieri il tradizionale happi e si affidano alla guida attenta di un itamae - così viene chiamato il cuoco nella cucina tradizionale giapponese. Il neofita impara così a conoscere i segreti del cibo giapponese più conosciuto al mondo, dice Hiroyuki Ogino, uno di questi itamae, la cui origine risale intorno al 1820 nell'allora Edo, l'antico nome della capitale, come forma di fast food del tempo.

Tokyo Metro Hibiya Line
Roppongi → Ueno
25 minuti

Ameyoko, la via dei negozimore

Ameyoko, la via dei negozi

Sempre piena di vita, sia ora che allora, lungo questa strada si trova ogni tipo di negozio, dagli alimentari ai dolciumi, dall'abbigliamento alla cosmetica e molto altro ancora, compresi svariati gingilli di altri paesi. I negozianti, sempre gioviali come una volta e spesso sull'uscio per richiamare i clienti, sono particolarmente disponibili alle relazioni interpersonali.

  • Elle Croft

    <Ameyoko>
    È uno dei luoghi di Tokyo frequentato prevalentemente dalla gente locale.
    Ameya Yokocho è una delle tante vie dello shopping della città. Un tempo era specializzata in dolci (da qui il nome: ame = caramella) ma oggi vi si trova di tutto e si può persino riuscire a tirare sul prezzo di prodotti freschi, articoli da drogheria, abbigliamento, accessori e quant'altro.
    In uno dei negozi ho riconosciuto alcuni dolci tipici che avevo già visto nel mio primo viaggio, come quelli croccanti a forma di pesce, borsa e granchio, ma anche molta frutta vividamente colorata. A me piace molto andare alla ricerca di cibi così inusuali. Ah, dimenticavo il manju, una sorta di polpettina di pasta farcita con crema di fagiolini dolci che è una squisitezza!

  • Rob Gilhooly

    <Ameyoko>
    Anche questa zona di Tokyo è ora tra le mete turistiche più popolari per via della vastità di merce in vendita, innanzi tutto dolci ma anche cibi salati come polipo sottaceto e abbigliamento, ombrelli colorati tradizionali e quant'altro è possibile immaginare. Numerose sono anche le onnipresenti bancarelle e persino negozi d'asta specializzati.

Toei Oedo Line
Ueno-Okachimachi → Shin-Okachimachi
1 minuto

Tsukuba Express
Shin-Okachimachi → Asakusa
2 minuti

  • Elle Croft

    <Asakusa>
    Asakusa è una delle mete d'obbligo per chiunque visiti Tokyo, perché vi si respira tanta storia e cultura della città di un tempo. Tutti più o meno immaginano Tokyo come un concentrato di grattacieli moderni e uno dei luoghi delle nuove mode mondiali, anche tra le più eccentriche, ma quest'angolo di città è tutt'altra cosa. La sua attrazione principale è l'antico tempio buddista di Senso-ji, a cui si arriva attraversando prima l'enorme e appariscente Kaminarimon (la porta dei tuoni) con l'altrettanto gigantesca lanterna di carta rossa, e quindi percorrendo il lungo viale quasi interamente occupato sui due lati da negozi di souvenir.

    <Cena al Kamiya Bar>
    È uno dei luoghi di ritrovo più vecchi e leggendari della città (infatti risale al 1800 circa) e particolarmente indicato per terminare una lunga giornata di esplorazione urbana. Il ristorante è però piuttosto informale, la cucina ottima e il suo Denki-bran, il famoso cocktail a base di brandy nato in Giappone circa cento anni fa, decisamente rinvigorente.

  • Rob Gilhooly

    <Asakusa>
    Circa 1400 anni fa Asakusa era solo un villaggio di pescatori lungo un estuario della baia di Tokyo, ma quando Hamanari e Talenari Hinokuma nel vicino fiume Sumida si trovarono nella rete una statuetta di Kannon, la dea buddista della misericordia, senza saperlo gettarono le basi del Sensoji, oggi il complesso religioso più antico della capitale. Asakusa è sempre molto frequentata da folle di visitatori di ogni dove e nessuno perde l'occasione di farsi fotografare sotto le gigantesche lanterne appese ai portali di Kaminarimon e Hozomon, né di fermarsi a osservare incuriositi i negozietti allineati lungo la via interna che porta al tempio vero e proprio.

    <Cena al Kamiya Bar>
    A pochi passi dal Kaminarimon si trova un'altra antica istituzione di Asakusa, di natura completamente diversa da quella del complesso religioso ma egualmente elettrizzante; è il Kamiya Bar, locale dalla personalità realmente speciale che oltre a un ricco menù di piatti della tradizione culinaria giapponese offre altresì il cocktail giapponese più famoso, il Denki-bran, un liquore artigianale a base di brandy che non tarda a rallegrare l'animo. Mentre al primo piano si trova il ristorante vero e proprio, al piano terra c'è il famoso bar fondato nel 1880, tuttavia molto essenziale.

Asakusa View Hotel

  • Elle Croft

    <Notte all'Asakusa View Hotel (Metropolis Tokyo)>
    È la soluzione perfetta anche perché è situato in una posizione strategica per il turista. Oltre ad essere facilmente raggiungibile dall'aeroporto, le sue camere sono veramente confortevoli e la vista sulla città strepitosa. Per colazione vi è un'ampia scelta, ma la parte più interessante è che la si consuma al ventiseiesimo piano, con tutta la città ai propri piedi.

  • Rob Gilhooly

    <Notte all'Asakusa View Hotel>
    Molto comodo e accogliente, questo hotel si trova nei pressi della cosiddetta kitchenware town, a Kappabashi. Benché sia fondamentalmente di stile occidentale, offre anche un bagno comune in vasca di legno di cipresso giapponese (hinoki) e alcune suite del venticinquesimo piano godono di una bella vista sulla pagoda del tempio di Sensoji, sulla nuova Tokyo Skytree, torre di ben 634 metri d'altezza e, visibilità permettendo, anche sul Monte Fuji, la montagna più cara ai giapponesi.

Secondo giorno

KYUSHU(OITA)

8:00 Aeroporto internazionale di Tokyo

JAL661 Dettagli

  • Elle Croft

    <Aeroporto internazionale di Tokyo (Haneda)>
    Non avevo sentito parlare di questo aeroporto se non solo prima di questo viaggio. Perfettamente organizzato, offre una miriade di servizi per il turista e il volo JAL nazionale è stato rapido e senza il minimo contrattempo.

  • Rob Gilhooly

    <Aeroporto internazionale di Tokyo (Haneda)>
    Praticamente alle porte di Tokyo, questo aeroporto è anche il punto di partenza e arrivo da tutte le destinazioni nazionali e offre una vastità di servizi eccellenti e ad alta fruibilità. Nonostante l'elevatissimo numero di voli giornalieri non ci sono mai lunghi tempi d'attesa (i passeggeri vengono chiamati al controllo di sicurezza quindici minuti prima dell'imbarco) e i voli JAL nazionali sono normalmente molto puntuali, come del resto ogni altro mezzo di trasporto in Giappone.

9:45 Aeroporto di Oitamore

9:45 Aeroporto di Oita

Dopo lo sportello informazioni generali al piano degli arrivi, il viaggiatore è salutato da svariati servizi aeroportuali per rendere più piacevole e comoda la visita turistica o più pratico il viaggio d'affari, compresi ogni possibile indicazione sulle località, le possibilità di alloggiamento, i trasporti e il noleggio d'auto.
Tabito, di fianco alla sala partenze, è il negozio di riferimento per qualsiasi cosa che parli di Oita e Kyushu, una gamma vasta e completa di souvenir come prodotti marini, dolci e oggetti d'artigianato in vendita esclusiva presso l'aeroporto.
Insieme alla cucina locale, la suggestiva e ampia vista dal piano di osservazione sui voli in partenza e in arrivo e, più in lontananza, sull'oceano, induce in chiunque lo stato d'animo caratteristico del viaggiatore. Offre altresì la vista ravvicinata dei potenti velivoli ed è uno dei luoghi prediletti soprattutto dalle giovani coppie. Sempre in aeroporto, da non perdere è anche l'occasione di una cena a base dei migliori ingredienti di Oita o della cucina internazionale, dal sushi al ramen, dai dolci a ogni tipo immaginabile di bevanda.

Autobus superstradale Oita Kotsu
Aeroporto di Oita → Kitsuki
Circa 30 minuti

Kitsukimore

Kitsuki

In Giappone noto come città-castello sandwich, vi si respira tuttora la forte presenza del periodo di Edo (1603-1868).
Primo nel paese a ricevere il riconoscimento di "scorcio urbano storico con kimono", sviluppatosi attorno all'omonimo castello di Kitsuki comprende due gruppi di residenze di samurai, uno sulla collina nord e uno sulla collina sud e fra i due il centro urbano mercantile. Le file di antiche case di samurai e le altre costruzioni adiacenti aprono un'autentica e interessante vista sulla vita quotidiana del periodo. Particolarmente dinamica appare la vista dalla sommità delle due colline, con i tetti di paglia delle residenze dei samurai e le pareti bianche delle altre case racchiuse tra mura di pietra e gruppi di bambù che formano una delle scene più belle e tipiche spesso usate per girare film d'epoca.

  • Elle Croft

    <Kitsuki>
    È un antico villaggio di samurai oltre che sede del castello più piccolo del Giappone, e forse anche il miglior luogo del paese per abbigliarsi alla foggia dell'epoca e così trasformati passeggiare per le sue strette vie. Data l'origine, naturalmente ha una storia interessante così come lo è la cultura locale del kimono. E infatti anch'io ho provato a indossarlo e vi garantisco che è un'esperienza indimenticabile. Sapevo che è molto complicato, ma tutta quella serie di sottovesti, la fascia e gli accessori da sistemare alla perfezione e nel minimo dettaglio prima di poter finalmente uscire mi fanno pensare a come facciano le donne giapponesi che sanno fare tutto da sole. Kitsuki offre proprio l'atmosfera perfetta per un'esperienza così ed essendo intrisa di tanta storia e cultura tradizionale ti fa sentire di appartenere a un'altra epoca.

    <Pranzo da Wakaeya: Ureshino>
    Non ho dubbi che questo sia stato il mio miglior pranzo in Giappone, soprattutto il "tai chazuke Ureshino", filetti di sarago in salsa di sesamo adagiate su una collinetta di riso cosparso di tè verde caldo, un piatto incredibilmente delizioso e dalla curiosa storia, così come quella della regione, raccontatemi dal proprietario del ristorante in persona. Nel locale, tra l'altro stupendo, regna una grande atmosfera di pace.

  • Rob Gilhooly

    <Kitsuki>
    Pur trovandosi a soli novanta minuti di volo da Tokyo più venti in auto dall'aeroporto, il luogo sembra ancorato a secoli di distanza dalla capitale. Spesso viene infatti paragonato a Kyoto per via dell'atmosfera del Giappone di una volta quando a governare erano un Daimyo, il signore feudale, e i fedeli samurai. D'ulteriore interesse per il visitatore è la possibilità di vestire un costume tradizionale dell'epoca. Warakuan, ad esempio, offre un'ampia scelta di kimono femminili e maschili a noleggio, ben centocinquanta possibilità di scelta e il prezioso aiuto di personale specializzato per concedersi un momento di raro e raffinato piacere.

    <Pranzo da Wakaeya: Ureshino>
    La specialità di questo locale è il “Tai Chazuke Ureshino”, filetti di sarago marinati in salsa di sesamo delicatamente deposti su del riso cotto per soli ed esattamente tre secondi in tè verde fumante. L'origine di questo piatto risale a circa tre secoli fa, quando fu creato appositamente per il signore feudale del castello di Kitsuki in un momento d'indisposizione. Secondo Gentaro Goto, rappresentante della sedicesima generazione del ristorante, il nome del piatto (Ureshino) deriva dall'esclamazione fatta dal feudatario quando lo assaggiò: "ureshi-no", che in giapponese significa "questo piatto mi fa felice". È una combinazione di gusti eccezionale, una sorta di "risotto asiatico" ove il tè verde sottolinea il sapore della salsa di sesamo preparata sulla base di un'antica ricetta.

Treni JR della Nippo Main Line Limited Express Sonic
Kitsuki → Usa
Circa 14 minuti

Taxi
Usa Ekimae → Usa Shrine
Circa 10 minuti

Tempio di Usamore

DESTINAZIONI RACCOMANDATE

Tempio di Usa

Il tempio di Usa, designato Tesoro Nazionale del Giappone, è il sancta sanctorum per gli oltre quaranta mila templi Hachiman sparsi per il paese. Il bodhisattva Ninmon è l'incarnazione di Hachiman e il tempio ha dato origine all'incontro tra la cultura buddista e quella scintoista (lo Scintoismo è la religione autoctona giapponese).
Origine della fusione buddista-scintoista - Usa, penisola di Kunisaki
La penisola di Kunisaki è il luogo centrale dell'intreccio tra Scintoismo e Buddismo e qui si è sviluppata in oltre mille anni una cultura religiosa decisamente peculiare chiamata Rokugo Manzan.
Secondo la leggenda essa fu iniziata dal bodhisattva Ninmom, incarnatosi in Hachiman proprio nel tempio di Usa nell'anno 718 (secondo anno del periodo Yoro).
Nel 2018 il tempio celebrerà 1.300 anni.

  • Elle Croft

    <Tempio Usa Jingu>
    Bellissimo questo tempio, e fortunata io che l'ho potuto visitare in un giorno feriale in cui la pace e la magia del luogo sono state praticamente tutte per noi. È disponibile anche una guida audio in inglese molto ben fatta perché permette di sospenderla quando si desidera, ad esempio quando, mentre si passeggia, si capita in un punto che induce a sostarvi in contemplazione. Il tempio in sé è un'opera d'arte; in effetti è composto da diversi edifici sparsi nell'ampia area e ognuno ha un significato e un uso specifico. Lo raccomando caldamente ai miei connazionali che pensando di venire in Giappone decidono di visitare anche una città periferica ma stupenda come Oita, nel sud del paese.

  • Rob Gilhooly

    <Tempio Usa Jingu>
    Uno dei siti religiosi più importanti del Giappone, questo tempio è il capostipite della setta Shinto Haschimangu cui appartengono ben 40 mila templi ciascuno intitolato ad Hachiman, la divinità dell'arco e della guerra. Eretto nell'anno 725, è in effetti dedicato alle divinità Hachiman-Okami, Hime-Okami e Jingu Kogo. Anche la divinità Gankake Jizo, protettrice dei bambini, e un immenso albero di canfora battezzata Kusuno-ki qui hanno un posto speciale per gli speciali poteri loro attribuiti. Oltre al vivido contrasto di rossi a arancioni delle costruzioni, il vasto terreno su cui sorgono è altresì tracciato da incantevoli viottoli verdi che si diramano in varie direzioni verso stagni e ponticelli sontuosi, tra questi il Kurehashi che viene aperto al pubblico soltanto ogni dieci anni.

    <A spasso per Beppu>
    Con le sue strette viuzze che conducono a confortevoli ristorantini e bagni pubblici sempre affollati, Beppu mantiene ancora tutto il fascino delle città giapponesi di una volta. Il Beppu Hatto Walk è uno speciale programma di visita della città a piedi con l'ausilio di guide volontarie che oltre a illustrare i maggiori luoghi d'interesse turistico descrivono anche quelli di maggior importanza per i residenti locali. Uno di questi è il Takegawara Onsen, un bagno pubblico ricavato in una costruzione di legno tradizionale che viene spesso scambiata per un tempio.

Autobus Daiko Hokubu
Usa Shrine → Usa Ekimae
7 minuti

Treni JR della Nippo Main Line Limited Express Sonic
Usa → Beppu
27 minuti

Hanabeppu

  • Elle Croft

    <Cena al Robata-jin>
    È un ristorante fantastico e con i suoi tavoli bassi e la salette private ti fa respirare tutta l'essenza della miglior tradizione locale. Io ho provato molti piatti diversi, comprese alcune specialità locali, e anche alcune varietà di sakè che mi hanno soddisfatta profondamente.

    <Notte all'hotel Hana Beppu>
    Ottimo albergo, moderno ma con parecchi dettagli e rifiniture che gli conferiscono un qualcosa di tradizionalmente giapponese. Si nota subito che è stato concepito per una clientela esigente, dall'incantevole zona onsen alla ricca colazione, per non parlare della qualità del servizio. È certamente degno di raccomandazione per chi visita Beppu, una delle aree termali più famose del Giappone. L'onsen è funzionante anche di notte per chi desidera trascorrere momenti di felice contemplazione sotto le stelle, mentre la mattina è solitamente preferito da chi attende di vedere il picco del Monte Yufu illuminato dal sole nascente. Me l'avevano detto e ora so che è proprio così: chiunque provi per la prima volta l'onsen vi si appassiona subito e senza via di scampo. Tutta Oita è una rinomata zona termale e si dice persino che chi provi una delle sue acque, a cui si attribuiscono svariati effetti benefici per la salute, ogni volta può contare su tre anni di vita in più...

  • Rob Gilhooly

    <Cena al Robata-jin>
    È un izakaya, una sorta di pub stile giapponese dalla tipica atmosfera ma la cui cucina va ben oltre quello che normalmente si serve nei pub occidentali. Particolarmente deliziosi qui sono la carne di manzo Yamaga alla griglia di carbone, sashimi di seriola al kabosu, un agrume locale, e il toriten, altra specialità di Oita a base di filetti di pollo impanati e fritti al modo tempura.

    <Notte all'hotel Hana Beppu>
    È un hotel elegante che all'accoglienza tipica delle locande tradizionali giapponesi (ryokan) affianca le comodità degli alberghi di classe moderni. Il suo approccio stilistico è palese nella stupenda zona che si affaccia sul grazioso giardino giapponese con una partizione di bambù, piante molto utilizzate in città per la creazione di oggetti artigianali e anche in questo hotel sempre presenti per decorare le camere già bene arredate e i quieti bagni pubblici.

Terzo giorno

Hanabeppu

Giro di Beppu Jigokumore

Giro di Beppu Jigoku

Conduce ai sette inferni i cui soffioni eruttano con vigore acqua bollente e vapore dai visceri della terra. Grazie alla fantastiche e multicolorate formazioni geologiche, UmiJjigoku (mare infernale), Chinoike Jigoku (lago infernale di sangue), Tatsumaki Jigoku (fiotto infernale) e Shiraike Jigoku (lago bianco infernale) sono stati designati luoghi di grande bellezza scenica nazionale.

  • Elle Croft

    <Beppu>
    Beppu è famosa in tutto il Giappone per le oltre 2 mila sorgenti onsen di eccellente qualità, e soprattutto nelle mattine d'inverno le dense nuvole di vapore che si elevano al cielo fanno pensare a una città in fuoco. La vista migliore della città si ottiene però da una delle strade che conducono ai monti adiacenti. Fortunatamente ho avuto tempo a sufficienza per fare il giro del cosiddetto Inferno, ma quello dei coccodrilli, beh... di coccodrilli proprio non è ho visti. Che si tratti solo di una trovata pubblicitaria?

  • Rob Gilhooly

    <Beppu>
    Beppu è spesso chiamata la capitale mondiale dell'onsen, ed è ovvio perché. Vanta infatti ben 2 mila sorgenti termali nella sola città, con un flusso d'acqua che rivaleggia con quello del Parco Nazionale di Yellowstone, negli Stati Uniti. Vista dai monti circostanti è una concentrazione di spire di vapore a centinaia che danno quasi l'impressione di una città sotto assedio. Non a caso vi si trova anche l'Inferno, così come viene chiamato un gruppo di sorgenti bollenti dal contenuto minerale davvero unico per colore e viscosità. Per i visitatori è previsto anche un giro a piedi chiamato "jikoku-meguri", che appunto significa "giro dell'inferno".

Treni JR della Nippo Main Line
Beppu → Usuki
Circa 1 ora

Kyushin Kotsu (per Mie-machi)
Usuki → Usuki Sekibutsu
Circa 20 minuti

  • Elle Croft

    <Pranzo da Kirakuan: pesce palla!>
    Non vedevo l'ora di provare questa famosa delizia giapponese, e non nascondo che una nuova esperienza culinaria come questa all'inizio non mi ha lasciato completamente tranquilla a causa della potenzialità letale di questo pesce. Ma è stato eccezionalmente buono, così come tutto il resto a dire il vero. Il locale è molto bello e interessante, merito del proprietario che ne preserva con passione storia e tradizione. E il servizio eccellente come un po' dappertutto in Giappone.

  • Rob Gilhooly

    <Pranzo da Kirakuan: pesce palla!>
    Il pesce palla, o fugu, è una specialità di questo ristorante di Usuki e una delle prelibatezze più ricercate in Giappone. Viene servito tagliato a fettine sottili come cialde avvolte in erba cipollina e intinte in una salsa a base di soia e kabosu, un agrume locale.

    <Usuki in bicicletta>
    Usuki è anche un'antica città di templi e di centenarie dimore ancora ben preservate e protette da alte mura di pietra lungo incantevoli e tranquille viuzze. Il modo migliore per girarla è forse in bicicletta e presso il centro d'informazioni turistiche situato proprio ai piedi delle rovine dell'antico castello se ne possono noleggiare sia di elettriche che di convenzionali.

Budda di pietra di Usukimore

Budda di pietra di Usuki

Queste sculture d'elevata qualità manifatturiera raffiguranti Furuzono Sekibutsu Dainichi Nyorai sembrano risalire a un'epoca compresa tra il tardo periodo di Heian (794-1185) e il periodo di Kamakura (1185–1333).Sia per numero che per pregio scultoreo sono rappresentative dell'abilità artistica giapponese. Il 15 giugno 1995 ben 59 delle sessanta raffigurazioni di Buddha sono state designate tesoro nazionale del Giappone, prime sculture di pietra della regione di Kyushu a ricevere tale prestigiosa qualifica.
Sono suddivise in quattro gruppi, ciascuno nominato secondo l'ubicazione: Primo gruppo Hoki (Buddha Dogasako), Secondo gruppo Hoki, Gruppo Sanno e Gruppo Furuzono.
A parte il loro valore artistico, la calma espressione di questi Buddha infonde nel visitatore un grande senso di pace interiore.

  • Elle Croft

    <Le statue di Buddha di Usuki>
    Solo per vedere queste antichissime statue vale la pena viaggiare sino a Oita! Dire che sono sorprendenti non rende abbastanza l'idea; bisogna vederle di persona, perché solo lì davanti si può rimanere in assorta ammirazione immaginando la progiosa mano che le ha scolpite così tanto tempo fa.

  • Rob Gilhooly

    <Le statue di Buddha di Usuki>
    A soli venti minuti dal centro di Usuki, in una grotta vulcanica accessibile da una scarpata selvosa si presentano ancora pressoché intatte diverse statue buddiste scolpite nella roccia. Ognuna diversa dalle altre, risalgono ai periodi Heian e Kamakura (dal 794 al 1333), ma ancor oggi la loro origine e scopo sono avvolti nel mistero. Nonostante la veneranda età i dettagli di queste esecuzioni magistrali sono ancora spettacolarmente chiari, in particolare delle statue di Amida-san-son-zou (i tre Amida) e di Furuzono-Sekibutsu (Budda di pietra di Furuzono), mentre la Dainichi Nyorai al centro è ritenuta la più bella del tipo in Giappone.

Autobus Kyushin Kotsu
Usuki Sekibutsu → Hakuba-kei
Circa 5 minuti

Autobus Sausu dell'aeroporto
Svincolo di Usuki → Aeroporto di Oita
Circa 90 minuti

Aeroporto di Oita

JAL Dettagli

Aeroporto internazionale di Tokyo

LE RACCOMANDAZIONI DI ALTRI VIAGGIATORI

Sono stata molto bene sia a Tokyo che a Oita e per questo raccomando entrambe le città a chi desidera trascorrere una vacanza in luoghi sostanzialmente diversi ma entrambi culturalmente affascinanti, dalle grandi bellezze naturali e soprattutto senza eguali al mondo, proprio come questi.

Elle Croft
blogger di viaggi per Travel Hack
Risiede a Regno Unito
  • Numero di viaggi in Giappone

    Nuove esperienze

LE RACCOMANDAZIONI DI ALTRI VIAGGIATORI

Questo viaggio è stato particolarmente interessante grazie alle opportunità che mi ha dato di toccare con mano la storia, la cultura e la cucina giapponese, spesso veramente uniche nelle specifiche località visitate.

Rob Gilhooly
autore freelance e fotografo
Risiede a Tokyo
Paese d'origine: Regno Unito
  • Permanenza a Tokyo

    20 anni

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