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SAGA
  • TOKYO
  • SAGA

STREETS OF OLD JAPAN

Prima di volare a Kashima, altra meta rappresentativa del "buon, vecchio Giappone tradizionale", una sosta al tempio di Taishakuten, ancora così pregno dell'atmosfera romantica della Tokyo popolare di altri tempi, qui detta Shitamachi, è certamente d'obbligo. Di Kashima sono particolarmente importanti il tempio scintoista di Yutoku Inari, noto altresì per i numerosi torii rossi, le volpi di pietra e le piane di marea. Un viaggio, questo, che forse più di altri ti farà conoscere e apprezzare il Giappone più autentico.

Official Tokyo Travel Guide
https://www.gotokyo.org/it/

Local government official website
https://www.saga-tripgenius.com/

I viaggiatori

  • Traveled : December, 2019 Flora Baker
    Cronista di viaggi
    Risiede a Inghilterra
  • Traveled : December, 2019 Reina
    Redattore “All About Japan”, sito sulla cultura giapponese
    Risiede a Tokyo
    Paese d'origine: Inghilterra

Aeroporto di Londra-Heathrow

ANA212 Come arrivare dal tuo paese

  • Flora Baker

    Soprattutto nei voli lunghi, quando posso mi siedo nella fila di testa che dà sull’uscita in modo da potere allungare le gambe, ma osservando gli altri passeggeri mi sono accorta che anche tra le altre file c’era spazio a sufficienza proprio per questo. In effetti è stato un volo comodo, reso ancor più confortevole dalla bravura degli assistenti di volo e dall’ottima scelta di menù.

Aeroporto internazionale di Tokyo

Area metropolitana di Tokyo

Primo giorno

TOKYO

Shibamatamore

DESTINAZIONI RACCOMANDATE

Shibamata

In Giappone molto conosciuta per l'ambientazione che ha dato alla fortunata serie di film Otoko wa tsuray yo (“La vita è dura per gli uomini”), questa cittadina alle porte di Tokyo è rimasta pressoché intatta essendo ancor oggi pregna della tipica atmosfera della parte più popolare e tradizionale della città. Il tempio Taishakuten, dalla rimarchevole architettura soprattutto nei padiglioni Taishaku-do e Hon-do, è una meta locale molto visitata, soprattutto durante il festival del Koshin. Lungo la sando shopping street rimangono ancora molti edifici risalenti al 1912, ed è particolarmente dilettevole passeggiarvi mangiucchiando il famoso dolce locale kusa e gli squisiti cracker di riso. Naturalmente non può mancare una statua a Tora-San, il personaggio principale attorno a cui si è sviluppata questa serie di film. Sorge infatti proprio di fronte alla stazione ferroviaria, mentre al museo Katsushika Shibamata Tora-San sono visibili i vari materiali di scena. E sul vicino fiume Edo, dall'incrocio Yagiri no Watashi si può ancora prendere l'unico traghetto stile periodo di Edo.

  • Flora Baker

    La mia prima visita a un tempio giapponese si è svolta a Shibamata, un po’ fuori città. Si chiama Shibamata Taishakuten e vi ho imparato tutto ciò che si deve sapere e fare prima di entrare in posti sacri così, ad esempio come ci si lava le mani e quant’altro serve per mostrare rispetto così come fanno i giapponesi.

    È un piccolo ristorante dall’atmosfera un po’ rétro ma simpatica, con diversi oggetti appesi alle pareti che continuavano a destare la mia attenzione. È specializzato in soba, che come di norma anche qui servono con altri piatti ben appaiati. La soba è l’onnipresente pasta giapponese di grano saraceno e normale farina di grano, e per me quella fredda è stata una deliziosa sorpresa perché non credevo che la pasta fredda potesse essere così buona.

  • Reina

    Designato dal governo giapponese “importante paesaggio culturale”, giusto alle porte di Tokyo Shibamata è un quartiere noto grazie a un imponente tempio buddista e per avere offerto la sceneggiatura a una una fortunata serie TV. Diciamo che è quell’insieme di scorci urbani che ben rappresentano la bellezza e la duratura atmosfera romantica della Tokyo più periferica e tradizionale. Lungo la pittoresca via Taishakuten Sando che porta al tempio buddista Shibamata Taishakuten si alternano un gran numero di negozi di senbei, i tradizionali cracker salati dai sapori più fantasiosi, nonché di dolci che da lungo tempo la rendono un punto d’incontro importante per persone di tutte le età. Il Kyoeizan Daikyoji (il tempio è conosciuto anche con questo nome) è assolutamente da non perdere se non altro per gli stupendi intagli lignei. Nelle vicinanze vi è anche la bella residenza della famiglia Yamamoto, il cui giardino tradizionale fa da sfondo alla sala da tè ricavata in uno degli ampi locali.

    Shibamata ha fatto da sfondo alla fortunata serie televisiva Otoko wa Tsurai yo (“È dura per gli uomini!”) e in questo negozio-abitazione in particolare sono state girate tutte le scene relative alla famiglia d’origine di Tora-san, il protagonista principale. È rimasto pressoché intatto da allora (la serie è durata dal 1969 al 1995) ma la sua natura è cambiata e ora è un ristorante che offre una varietà di piatti giapponesi.

Treno
26 minuti

Tempio Meiji Jingumore

Tempio Meiji Jingu

Tempio scintoista eretto nel 1920 per ospitare lo spirito dell'Imperatore Meiji e della consorte Dowager Shōken, sorge in un vasto bosco artificiale di oltre centomila piante donate da ogni angolo del Giappone.
Ad ogni inizio d'anno richiama il maggior numero di fedeli di tutti i tempi di Tokyo per la cosiddetta hatsumode, la prima visita al tempio dell'anno.

  • Flora Baker

    Secondo tutte le guide che ho letto prima di partire, questo è uno dei primi se non il primo tempio da vedere a Tokyo, e infatti si capisce perché. Innanzi tutto per la sua collocazione in un’area boschiva immensa se considerata nel contesto urbano. Mi ha molto impressionato anche il numero di turisti, molti dei quali stranieri. Nel mio primo giorno in Giappone è stato il secondo tempio in rapida successione dopo quello di Shibamata, e nonostante fossi un po’ frastornata dalle descrizioni ricevute dalla guida che cercava di farmi capire le differenze principali tra templi buddisti e templi scintoisti devo dire che ne sono uscita appagata.

  • Reina

    A pochi passi da Harajuku, il cuore più giovanile di Tokyo, nei pressi del parco di Yoyogi sorge il tempio scintoista di Meiji Jingu. Dedicato alla coppia imperiale Meiji, è un’autentica oasi verde in netto contrasto con i rumori e i colori della città appena fuori. Vi si arriva dopo aver percorso l’ampia via che attraversa il vasto bosco in cui è immerso. Molti alberi sono altissimi e pieni di vigore, quasi come per sottolineare l’importanza spirituale di ciò che il tempio conserva. Come in tutti i templi di una certa dimensione, anche qui sono in vendita ciondoli e portafortuna e vi è altresì un bar per fermarsi a respirare a fondo l’atmosfera di pace nonostante sia sempre affollato.

Treno (JR)
5 minuti

All'izakaya
(Kabukicho)
more

All'izakaya<br>(Kabukicho)

Shinjuku, snodo culturale di Tokyo, è una zona in continua evoluzione rappresentata dal Palazzo del governo metropolitano, cuore amministrativo della città. Partendo dalla stazione JR Shinjuku, la più frequentata del Giappone con tre milioni e cinquecentomila passeggeri al giorno, il quartiere è ricco di luoghi da visitare e ogni area ha un fascino particolare: partendo dall'uscita est, Kabukicho, la via commerciale Goldengai, grandi magazzini e ipermercati specializzati; dall'uscita ovest, Tokyo Tocho (il Palazzo del governo metropolitano) e l'area dei grattacieli e dei grandi hotel, dove si possono ammirare anche numerose opere d'arte all'aperto. Dall'uscita sud, invece, si può fare una piacevole passeggiata sulla terrazza tra gli edifici o nell'oasi verde del parco Shinjukugyoen.

  • Flora Baker

    La guida mi aveva anticipato che quella sera saremmo andati all’izakaya, e parlava di pub giapponese. Io che sono inglese e so bene cosa sono i nostri pub, quando ho visto per la prima volta un izakaya ne sono rimasta conquistata. La differenza principale tra i due è che negli izakaya i menù sono molto più ricchi. Ci siamo trattate piuttosto bene, ma soprattutto ci ha trattato bene il proprietario che ci ha fatto provare diversi tipi di sakè con un inusuale senso dell’ospitalità. Poi su suo consiglio abbiamo aggiunto altri piattini.

  • Reina

    Non lontano dalla stazione ferroviaria di Shimbashi, questo ristorante è anche il sogno degli amanti del sakè. Il proprietario stesso è un grande intenditore e uno dei suoi ruoli è suggerire il tipo adatto (tra le oltre trecento marche disponibili!) a seconda dei piatti scelti e delle preferenze alcoliche. Si può ordinare un singolo piatto o un menù completo, oppure creare il proprio menù sulla base degli ingredienti del giorno.

Villa Fontaine Tokyo Shiodome

Secondo giorno

KYUSHU(SAGA)

Aeroporto internazionale di Tokyo

ANA (ANA Expericence JAPAN Fare) Dettagli

  • Flora Baker

    Di questo volo sino a Saga ho apprezzato grandemente la puntualità, la disponibilità di una presa USB per ricaricare i miei vari dispositivi prima di arrivare e il sistema d’intrattenimento con schermo grande. Subito dopo la partenza sono rimasta incollata al finestrino per osservare Tokyo dall’alto, e poco dopo il profilo costiero e le catene montuose del Giappone più interno. Oltre tutto il volo è stato particolarmente economico perché ai turisti stranieri ANA offre la speciale tariffa “ANA Eperience JAPAN Fare”, una soluzione intelligente e ideale per viaggiare su lunghe distanze nel paese, in particolare per chi mette prima piede a Tokyo.

  • Reina

    Viaggiare con ANA dentro il Giappone è una garanzia di facilità di check-in e di disbrigo delle pratiche di sicurezza. Il personale è bilingue e il servizio a bordo ottimo, e all’arrivo i bagagli appaiono sul nastro in men che non si dica.

Aeroporto internazionale di Kyushu-Sagamore

Aeroporto internazionale di  Kyushu-Saga

Cosa c'è di più dilettevole di curiosare nei negozi ricchi di prodotti locali di Saga, o provarne i sapori nel ristorante Canphor ora rinomato anche per il riso siciliano e il pollo di Arita?

Dall'aeroporto di Saga al terminale degli autobus della stazione ferroviaria di Saga

  • Flora Baker

    Si trova in cima al Saga 360, dal quale si ha una vista a trecentosessanta gradi della città. La cucina — per me carne di manzo — è locale e molto buona.

  • Reina

    Situato in cima all’edificio che ospita l’amministrazione provinciale di Saga, oltre a un’eccellente vista panoramica sulla città offre vari piatti a base di carne locale. Il piatto forte, che si chiama “Riso siciliano”, è fatto di riso guarnito con carne di manzo e uova bollite, il tutto seppellito sotto una montagna di verdura con maionese; come contorno c’è la tradizionale zuppa di miso.

Dal terminale degli autobus della stazione ferroviaria di Saga alla fermata Mitsuse Shako

Area montana di Saga "Hizen Nao Washi, Agriturismo 'Guza'"more

Area montana di Saga

A seconda della stagione qui c'è sempre qualcosa di entusiasmante da sperimentare: alla fattoria-locanda Guza l'agriturismo e persino fare la pizza, al parco tematico Donguri Mura preparare il caramello e vedere da vicino gli animali con tutta la famiglia, al laboratorio Hizen Nao Washi apprendere i rudimenti pratici della fabbricazione della carta tradizionale giapponese, e alla fattoria Nishiyamada cogliere da sé la frutta di stagione e imparare a fare la soba, la popolare pasta giapponese di grano saraceno.

  • Flora Baker

    Da tempo desideravo sapere come si fa la carta giapponese, o washi, e finalmente eccomi qui. Prima occorre una certa infarinatura, che la signora dello studio ci ha fornito in modo molto chiaro mostrandoci l’intero processo e nel frattempo spiegandoci i vari usi che di questa carta si fanno da generazioni. Poi finalmente è toccato a noi, ed ovviamente questa è stata la parte più divertente.
    Tutti parlano del famoso senso dell’ospitalità dei giapponesi, e davvero lo si può toccare con mano non appena si mette piede nel paese. Al Guza, una bella fattoria tradizionale con splendide viste naturali e ricca di attività agresti, l’ospitalità è stata ancor più intensa. La vita qui si svolge in modo semplice come un tempo, soprattutto nei momenti di maggior routine della giornata, ad esempio facendo il goemonburo, il bagno tradizionale ove l’acqua viene riscaldata con legno proprio sotto la piccola vasca, o quasi, poi cucinando insieme alla famiglia, bevendo insieme il sakè della casa e... ridendo spesso. Per conoscere la cultura giapponese non v’è nulla di meglio che vivere a diretto contatto con la gente del posto, ovunque si vada.

  • Reina

    Questo laboratorio di carta giapponese tradizionale (washi) vanta una storia di oltre trecento anni, mentre la carta stessa risale a ben mille e quattrocento anni fa. Qui si può imparare a farla nel modo base con gli utensili tradizionali, ma anche a realizzare qualcosa di originale con elementi decorativi come fiori, quindi portarla con sé non appena asciuga. Direi che è una tappa fondamentale di questo itinerario organizzato, perché a Tokyo non credo si trovino laboratori così.
    Alla fattoria Guza si può invece provare la vera vita rurale giapponese. La costruzione risale a oltre cent’anni fa, ma nel 2006 è stata ristrutturata. Sono molto interessanti il mobilio, gli utensili e l’aspetto generale della costruzione e soprattutto gradevole è il senso dell’ospitalità di questa famiglia. Le attività a disposizione sono molte, ma tutte a stretto contatto con la natura, e la cucina come più casalinga non si potrebbe. Ma la parte più divertente è che anche gli ospiti possono dare una mano, o addirittura provvedere da sé alla preparazione dei propri piatti. Anche questa è un po’ una rarità per il normale turista. In pratica un posto così è per gli amanti dell’aria aperta che hanno tutta l’intenzione di adattarsi a uno stile di vita semplice di altri tempi.

JR Dalla stazione ferroviaria di Saga alla stazione Takeo Onsen

Dall'uscita sud della stazione Takeo Onsen al terminale degli autobus di Ureshino Onsen

Ureshino Onsenmore

Ureshino Onsen

Citate nelle Hizen Fudoki (antiche cronache scritte dell'anno 712) come le terme della regione orientale che curano le malattie umane, durante il periodo di Edo (1603-1868) prosperarono anche come stazione di posta della Nagasaki Kaido, antica via che collegava Kokura a Nagasaki. Le loro morbide acque contengono elevate percentuali di sale e bicarbonato di sodio, il cui effetto è ammorbidire la pelle. C'è anche chi le beve per gli asseriti benefici sul sistema digerente e il fegato.

Raccomandato è anche lo yudofu, un soffice tofu preparato proprio con queste acque.

Warakuen

  • Flora Baker

    Questo era il nostro ryokan per la notte, ma abbiamo cenato nel ristorante situato dirimpetto. La cena è stata ampiamente soddisfacente in tutto, ma per me con una netta preferenza per la carne bovina di Saga. Le portate del nostro menù erano molte e diverse e per ognuna il cuoco ci ha spiegato in modo molto dettagliato l’origine e le peculiarità degli ingredienti usati.

    Grazie a questo viaggio ho vissuto anche la mia prima esperienza in un ryokan, la tipica locanda tradizionale giapponese, ed è subito diventata la mia passione. Inoltre ho dormito per la prima volta nel futon, direttamente sul pavimento, e nonostante la sua relativa sottigliezza ho trascorso una notte eccellente. Anche la camera era molto bella e ben arredata, e l’onsen privato un tocco di classe e di privacy che soprattutto quando l’ho fatto il mattino dopo ha contribuito a far scomparire la stanchezza residua della differenza di fuso orario.

  • Reina

    I piatti e gli ingredienti sono stagionali e i menù offrono vari antipasti di verdure, scelte di carne e di pesce, pietanze al vapore, riso, l’onnipresente zuppa e il dolce. È tutto molto fresco e gustoso, e secondo me adatto a ogni gusto alimentare. Quella che vedete sopra è una foto scattata al Warakuen Teppanyaki En, il ristorante dell’hotel di quella notte.

    La spaziosità della mia camera, tra l’altro fornita altresì di onsen privato esterno per godere il verde circostante con la famiglia, è tipica dei ryokan tradizionali di alto livello come questo, e comprendeva anche uno spazio graziosamente decorato e riservato al consumo dei pasti, anch’essi tradizionali. Un’esperienza completa per tutti i sensi dunque, rafforzata dal gradevole profumo di legno che permea l’intera costruzione e che nonostante il moderno comfort interno offre le bellezze così tipiche delle locande tradizionali giapponesi.

Terzo giorno

Warakuen

  • Flora Baker

    Naturalmente avevo sentito parlare del tè giapponese, ma la vista dei campi da tè così caratteristicamente disposti e ordinati è una gran consolazione per l’animo. Cioè, sono subito stata colta da un gran senso di sollievo e sinceramente non so dire perché. Che strana ma bella sensazione! Poi abbiamo partecipato alla cerimonia del tè — altra nuova esperienza — e infine a una biciclettata per i campi con la nostra brava bottiglietta al seguito, mentre al ritorno non volevo più lasciare quel curioso onsen per piedi che ha alleviato completamente la stanchezza fisica.

  • Reina

    Per chi ama il tè giapponese Ureshino è una tappa da non perdere. Qui si crea uno dei migliori tè dell’area ed è inoltre possibile partecipare alla cha-doki, la cerimonia del tè che si svolge all’esterno su una piattaforma rialzata proprio in mezzo ai campi da tè. Dura circa un’ora e il maestro serve tre tipi di tè novello accompagnati da due tipi di dolci tradizionali. Il tutto all’aria aperta e in una calma paradisiaca che non può non lasciare "leggeri" e rinvigoriti.

Dal terminale degli autobus di Ureshino Onsen alla fermata Yutoku Jinja-mae
50 minuti

Laboratorio d'intaglio legno Sugicho, Hizen-Hamashuku, Tempio di Yutokuinarimore

DESTINAZIONI RACCOMANDATE

Laboratorio d'intaglio legno Sugicho, Hizen-Hamashuku, Tempio di Yutokuinari

Con le sue straordinarie e splendenti costruzioni color vermiglio, il tempio shintoista di Yutoku Inari è uno dei tre grandi templi Sandai Inari dedicati all'omonima divinità Inari, e secondo la credenza religiosa ai devoti accorda raccolti abbondanti e successo nel lavoro. Oltre alla ricchezza di fiori stagionali che tutto l'anno richiamano visitatori in continuazione, è altresì meta rinomata durante la fioritura dei ciliegi e delle azalee e, in autunno, per i caratteristici colori.
La popolarità del tempio è ulteriormente in aumento grazie al nuovo servizio di kimono presso uno dei negozi della via di fronte per visitarlo così abbigliati. Molto popolari sono anche i bigliettini portafortuna in diverse lingue.

Kashima è rinomata per il suo sakè, la cui produzione è pressoché concentrata nel quartiere di Hizen Hamashuku, noto anche per le caratteristiche abitazioni dalle facciate esterne bianche. Qui è nato anche il "Nabeshima", vincitore nel 2011 del campionato mondiale di sakè del prestigioso IWC. Verso la fine di marzo la cittadina organizza il celebre Kashima Sakagura, un evento turistico che si svolge presso le sei cantine locali all'insegna della degustazione.

  • Flora Baker

    A me i templi piacciono tutti, ma trovo che quelli scintoisti emanano una forza spirituale particolare. Questo è dedicato a Inari, la divinità associata al riso, alla prosperità e... alla volpe. Interessante, vero? Parlando di riso... mi è piaciuto immensamente anche questo stabilimento tradizionale di sakè. L’Hizenhamasyuku, così si chiama, è anche una miniera di cultura su questo mondo particolare, come testimoniano gli oggetti antichi e i documenti di fatti accaduti in passato. Del processo di fermentazione del sakè non ho capito proprio tutto, ma la visita mi ha appagato appieno.

    Queste “stazioni di servizio” giapponesi non sono come quello che normalmente intendiamo noi nel senso stretto del termine, ma veri e propri supermercati e luoghi turistici insieme. Naturalmente vi sono anche ristoranti, come quello in cui ho fatto quasi indigestione di ostriche alla griglia. Mai mangiate così tante e così buone in vita mia! Questa stazione in particolare è anche accreditata come ufficio del turismo per stranieri, e infatti qui non ho avuto grossi problemi di comunicazione in inglese.

  • Reina

    Ciò che subito mi ha impressionato di questo tempio è la sua immensità. Come in tutti i templi dedicati a Inari, la divinità protettrice delle volpi, del riso e della famiglia, all’ingresso e spesso anche tutto attorno si trovano una o più statue di volpi. Come detto, il terreno su cui sorge il tempio è vasto e ci vuole almeno mezz’ora per esplorarlo tutto, ma c’è molto da vedere. È anche provvisto di ascensore per condurre le persone disabili al piano superiore, l’area principale dedicata agli uffizi e alla venerazione dalla quale si ottiene anche una vista eccellente del complesso. Vicino al tempio c’è una viuzza commerciale dove acquistare qualcosa da mangiare o un souvenir. Il tempio è facilmente raggiungibile con l’autobus dall’uscita della stazione ferroviaria di Hizen-Kashima. Nei pressi ci sono anche la bella Hizen Hamashuku, un’antica strada di edifici storici, e la “sakagura-dori”, un quartiere sviluppatasi molto tempo fa per ospitare diversi piccoli stabilimenti di sakè e salsa di soia. Alcuni sono aperti al pubblico, ma io raccomando di visitare “Minematsu”, a quanto sembra famosa soprattutto per la sua gigantesca vasca per sakè e la quantità di oggetti e arredi del periodo Showa (1926—1989), uno dei periodi giapponesi più amati soprattutto dalle persone di una certa età.

    Saga si affaccia sul Mare di Ariake. All’inizio ero un po’ perplesso: come, andiamo a visitare una stazione di servizio? Ma non ha nulla a che vedere con quelle che si trovano lungo le nostre strade. Infatti, questa è quasi un centro del gourmet, e non solo perché è possibile mangiare carne e ostriche e altri molluschi alla griglia, che in questa parte del Giappone sono molto famosi, ma anche perché una sosta qui si può presentare come un’occasione improvvisa per un divertente mini barbecue con gli amici o la famiglia.

Dalla fermata Yutoku Jinja-mae al terminale degli autobus di Kashima
11 minuti
*Chi proviene da Hamashuku può prendere il treno JR dalla stazione di Hizen Hama a quella di Hizen Oura

JR Dalla stazione di Hizen Kashima a quella di Hizen Oura

Taramore

Tara

Di questa cittadina sono particolarmente famosi i granchi e le ostriche, che in inverno nei diversi ristorantini lungo l'autostrada è possibile grigliare da sé insieme ad altri frutti di mare.
Inoltre, presso gli hotel costieri con vista sull'ampio mare di Ariake si può fare una sosta per un rigenerante bagno termale. L'escursione delle maree qui è di ben sei metri. Tara infatti è altresì nota come "la città dal forte effetto gravitazione lunare", che grazie al potente flusso e riflusso di marea è ben visibile anche nelle varie stazioni termali della zona.
Privilegiati dall'alta marea sono pure i torii del tempio scintoista di Kaichu, che in questa occasione si trasformano in suggestivo soggetto fotografico.

  • Flora Baker

    La particolarità di questi torii, i caratteristici portali dei templi scintoisti, è che in condizioni normali appaiono come galleggianti sull’acqua mentre durante la bassa marea li si può attraversare a piedi. La loro storia e il perché sono stati costruiti proprio là e in quella successione sono interessanti da ascoltare, perché sono legati alla mitologia di quei tempi.

  • Reina

    Qui siamo a Tara, sempre sul Mare di Ariake, e l’escursione tra alta e bassa marea è di ben sei metri. Con l’alta marea questi tre torii, i tradizionali varchi d’accesso ai templi scintoisti, sembrano galleggiare sull’acqua e davvero offrono una visione molto bella. Quando invece è bassa ci si può avvicinare a piedi per raccogliere molluschi, attività a cui forse i turisti stranieri non sono interessati ma che propone un modo un po’ diverso di spendere del tempo nella brezza marina.

Trasporto in autobus fornito dall'hotel, oppure in taxi

Hoyoso

  • Flora Baker

    Kanimabushi è il nome di questo menù tutto a base di granchio locale. Devo ammettere di essere un po’ negata per il granchio, e infatti normalmente lo ordino solo quando ne viene servita solo la polpa perché tutto quel lavorio per estrarla mi fa perdere la concentrazione. Ma qui, data la speciale occasione mi sono finalmente decisa a impegnarmi di più osservando gli altri e beh, ce l’ho fatta senza tanti problemi. Davvero squisito, così com’è confortevole e rilassante il posto.

    Anche questa notte l’abbiamo trascorsa in un albergo tradizionale, non vecchio ma dal tipico aspetto e arredamento che piacciono tanto ai turisti stranieri. È stata un’altra occasione per dormire sul futon e anche questa volta mi sono risvegliata riposata. Eccellente anche la colazione e indimenticabile l’onsen panoramico.

  • Reina

    Vi piace il granchio? Qui è la specialità. Il menù fisso che vedete si chiama kanimabushi ed è una prelibatezza locale. A me non capita spesso di mangiare il granchio, di nessun genere, ma devo dire che quando mi capita mi piace eccome, e questo aveva un sapore sorprendentemente buono, così come il resto d’altronde.

    Questo hotel dispone di un bagno onsen all’aperto che si affaccia sul mare e sul cielo. Immaginate di stare a mollo in una notte stellata, o con la luna piena. Stupendo, vero? Inoltre la lobby, molto accogliente, è provvista di tavoli e libri per passarvi qualche momento di relax, mentre le camere, in stile giapponese tradizionale od occidentale a scelta, sono linde, spaziose e di una gran comodità.

Quarto giorno

Hoyoso

JR Dalla stazione di Hizen Oura a quella di Saga
80 minuti

Sagamore

Saga

Il museo della storia e del folclore di Saga vanta alcune costruzioni risalenti al periodo Meiji (1868-1912) e al successivo periodo Taisho (1912-1926), atmosfera alquanto rétro in cui indossare i costumi d'epoca e imparare a preparare il tè contribuiscono a un'esperienza singolarmente interessante.
Inoltre, oltre a illustrare il processo di fabbricazione delle vetrerie dell'omonima scuola originaria della fine del periodo di Edo (1603-1868), il laboratorio Hizen Vidro offre la possibilità di cimentarvisi direttamente con la realizzazione di un esemplare del tutto originale, mentre nel museo Nabeshima Dantsu e nel laboratorio attiguo sono in mostra svariati tappeti vecchi e nuovi.

  • Flora Baker

    A parte la loro caratteristica architettura, i castelli sono una fonte preziosa d’informazioni sul particolare periodo storico e quello di Saga non fa eccezione. Saga è una bella città, soprattutto a misura d’uomo. È anche conosciuta per il suo tè, del quale all’Hizen Tsusentei ci siamo fatti una certa cultura, soprattutto del sencha, un tipo di tè verde giapponese che abbiamo imparato a macinare nel modo tradizionale per ricavare il famoso matcha. Successivamente ci siamo diretti verso la residenza della famiglia Ushijima per vedere e imparare a creare noi stessi il caratteristico tessuto locale Nishiki — più facile a dirsi che a farsi, ma pur sempre un’esperienza interessante. Le foto che vedete qui sono del museo del castello di Saga e dello stabilimento artigianale di tè verde Hizen Tsusentei.

    La soba, la classica pasta giapponese molto simile agli spaghetti ma fatta soprattutto con grano saraceno, è onnipresente in Giappone ma per farla buona e soprattutto fresca (nei ristoranti deve essere sempre fresca, mi hanno assicurato) ci vuole una certa cura. E molto tempo. Però l’istruttore era in gamba e simpatico e alla fine siamo riusciti nell’ardua missione finendo per mangiare con soddisfazione il risultato del nostro sforzo.

    A parte la soba fatta da noi, ho trovato squisita e gustosa la cucina casalinga di questa fattoria, forse perché fatta tutta con ingredienti locali. Per fortuna quel giorno non c’erano molti clienti, il che ci ha permesso di prendercela un po’ comoda e chiacchierare un po’ con la signora sulla vita che si conduce lì.

  • Reina

    Il museo di ciò che rimane dell’antico castello di Saga è stato eretto a sua somiglianza. Infatti pare vero. La replica è stata voluta per offrire uno sguardo sulla vita di un tempo e dentro documenta la vita delle grandi figure locali che hanno contribuito alla modernizzazione del Giappone. All’Hizen Tsusentei si può invece far la conoscenza del sencha, un tipo di tè verde giapponese che qui è particolarmente famoso. A chi partecipa alla cerimonia del tè vengono anche offerti dei dolci tradizionali. Naturalmente si svolge nel tipico ambiente con pavimento di tatami e si ha l’opportunità d’imparare a prepararlo. Di Saga sono famosi anche i broccati, che si chiamano Saga Nishiki, un’altra delle sue forme di artigianato tradizionale. Quando ci sono stato io ho imparato qualcosa sul delicato lavoro di applicazione della carta laccata o ricoperta d’oro o d’argento come ordito. Non che io abbia un’inclinazione particolare per i tessuti in genere, ma questo mi ha molto colpito per la sua delicata bellezza. Le foto che vedete qui sono del museo del castello di Saga e dello stabilimento artigianale di tè verde Hizen Tsusentei.

    In circa un’ora qui s’impara a fare la soba, un tipo di pasta giapponese fatta con un misto di farina di grano saraceno e di normale farina di grano. Le istruzioni sono anche in inglese, ma è più facile stare a sentire la signora che si dedica con tanta passione a questa attività culinaria tradizionale di cui sembra andare molto fiera. Farla non è semplice, ed è anche un po’ faticoso, soprattutto impastarla direi, ma la parte più divertente, almeno per me, è stata tagliarla finemente con il grande e pesante coltello, il preludio alla degustazione vera e propria.

    Dopo il duro lavoro di preparazione della soba non si vede l’ora di mangiarsela, calda o fredda che sia, perché questi sono i due modi possibili. Soprattutto chi vive in Giappone ha infinite opportunità di mangiarla, ma quella fatta e tagliata completamente a mano ha tutto un altro sapore (così garantiscono gli esperti). La foto qui sopra è stata scattata alla fattoria Nishiyamada, dove abbiamo pranzato.

Autobus municipali...Dalla sede della provincia di Saga all'aeroporto di Saga
35 minuti

Aeroporto internazionale di Kyushu-Saga

ANA (ANA Expericence JAPAN Fare) Dettagli

Aeroporto internazionale di Tokyo

  • Flora Baker

    Una cosa devo dire, anche se non posso certo vantare molta esperienza a questo riguardo: chi venendo in Giappone si ferma solo a Tokyo o in un’altra grande città, non sa cosa si perde del resto del paese. Tokyo e Saga sono uno di questi casi. Tempi avvolti nella quiete, degustazione del tè verde e realizzazione della soba in fattoria e molto, molto altro ancora dovrebbero bastare per motivare di estendere il viaggio con un volo interno, anche di soli pochi giorni, per scoprire che cultura e tradizione nelle aree più remote del Giappone hanno un sapore diverso rispetto alla grande.

  • Reina

    Da una gemma semi-nascosta (almeno al turismo straniero) qual è Shibamata, nel distretto di Katsushika di Tokyo, a uno stabilimento artigianale di tè e ad altre esperienze artigianali pratiche, questo è un tipo d’itinerario che lascia il segno. Infatti permette di apprezzare a fondo la passione dei giapponesi per l’artigianato tradizionale e la vita campestre, due aspetti che contribuiscono a delineare uno dei caratteri più evidenti di questo popolo. Le attività praticabili sono molte e la cucina locale di Saga estremamente interessante, se non altro perché è una terra generosa e offre quanto di meglio il paese piò vantare in fatto di pesce, carne e prodotti orto-frutticoli. Saga si trova a due ore d’aereo da Tokyo. Non sono tante se si considera la distanza che le separa. Tuttavia dopo questo breve lasso di tempo ci si ritrova improvvisamente in uno scenario naturale di grande fascino e in un’atmosfera socio-culturale che pur essendo di respiro moderno e internazionale conserva ancora molti tratti dei “vecchi tempi”.

LE RACCOMANDAZIONI DI ALTRI VIAGGIATORI

Il Giappone e la sua cultura sono veramente a portata di mano con questo giro che partendo dalla grandissima, dinamicissima ed eccitante Tokyo termina a Saga, provincia dell’isola di Kyushu ove lo stile di vite è molto diverso, certamente più rilassato. Due destinazioni così distanti geograficamente e culturalmente che continuano a farmi pensare alla poliedricità di questo paese.

Flora Baker
Cronista di viaggi
Risiede a Inghilterra
  • Hobby

    Viaggiare

  • Numero di viaggi in Giappone

    Prima volta in Giappone (sette giorni)

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L’itinerario “Strade del vecchio Giappone” è un modo molto efficace per capire la cultura giapponese così come vive da tempi immemorabili. Una vera e propria distorsione temporale che porta a una Tokyo e un Giappone “più tranquilli”, che tuttavia continuano a influenzare il presente attraverso l’arte, la cucina, l’artigianato tradizionale, la cultura del tè e la spiritualità. Tutto questo — un mondo immenso — è a portata di mano in un viaggio così. Si parte da Shibamata, cittadina non lontana dai rumori e dalle luci sfavillanti della metropoli per arrivare a Saga, una gemma che pochi stranieri conoscono. È perciò un giro soprattutto all’insegna della distensione dei sensi per persone di tutte le età, ma soprattutto per il turista che si sente più attratto dalle arti e dalla tradizione artigiana.

Reina
Redattore “All About Japan”, sito sulla cultura giapponese
Risiede a Tokyo
Paese d'origine: Inghilterra
  • Hobby

    Tutto ciò che parla di Giappone tradizionale (castelli, templi, kimono, rakugo, kenjutsu e così via) e viaggiare

  • Permanenza a Tokyo

    Undici anni

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